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CASTELGUGLIELMO (ROVIGO)

La fattoria sociale perché i giovani disabili siano protetti e amati

Dalla legge Dopo di noi le possibili soluzioni per tutelare le persone disabili nell'arco della loro vita. A confronto Giuseppe Braiato, Monica Mischiatti e Cinzia Bortoletto

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CASTELGUGLIEMO (RO) - Venerdì sera 22 febbraio, alla scuola materna “Maria immacolata” della minuscola frazione di Bressane, il Gruppo giovani ha promosso un incontro davvero speciale per lanciare un progetto, al momento unico nel territorio polesano, sulla realizzazione di un “dopo di noi”. Nella sala circa 120 persone hanno partecipato, con un’attenzione incredibile, agli interventi dell’avvocato Monica Mischiatti e della neuropscicomotricista Cinzia Bortoletto intervenute per sostenere l’idea di Giuseppe Braiato: “La condivisione di un sogno … dopo di Michela”. Monica Mischiatti ha spiegato i contenuti della legge n.112/2016 “Dopo di noi”, entrata in vigore il 25 giugno 2016, col fine dichiarato di favorire il benessere, l’inclusione sociale e l’autonomia delle persone con grave disabilità. L’avvocato ha chiaramente dettagliato gli strumenti pubblici e privati consentiti  per il raggiungimento della protezione, l’assistenza, l’autonomia e la deistituzionalizzazione delle persone disabili. 

Giuseppe Braiato, che ha messo a disposizione il suo patrimonio di famiglia “per realizzare questo sogno di fattoria sociale”  ha scelto, fra gli Istituti previsti dalla legge, quello del trust, una forma di protezione legale che prevede la destinazione di alcuni beni da parte di una persona a vantaggio di uno o più soggetti. L'amministrazione dei beni, da parte di un terzo individuo, il trustee al quale i beni sono formalmente intestati con il compito di amministrare e gestire il patrimonio a beneficio di chi si vuole tutelare adottando ogni misura idonea a salvaguardarne i diritti.

Cinzia Bortoletto, terapista della neuro e psicomotricità età evolutiva, snocciolando dati impressionanti sull’aumento dell’autismo (1 ogni 78 nati in Italia)  ha parlato dei disturbi legati alla sindrome, una patologia in si cui tuttora s’ignora la causa,  e delle problematiche socio educative dei soggetti che ne sono colpiti. In quella che è divenuta una vera e propria lezione, la relatrice ha coinvolto attivamente i presenti con una pièce intesa a rappresentare la contiguità emotiva degli autistici in relazione alla cosiddetta normalità. Giuseppe Braiato ha, quindi, illustrato l’idea di convogliare l’azienda in un trust finalizzato al Co-Housing con fattoria sociale che servirà come fonte di sostentamento, integrazione e dimora dei coabitanti. “La mia speranza - ci ha detto - è quella  di coinvolgere altri genitori per ampliare questo progetto e far si che i nostri ragazzi vivano protetti ed amati in un ambiente sicuro”. Ora l’azienda agricola mette a disposizione 18,5 Ha ma, prossimamente sarà ampliata di altri 0,6 Ha di proprietà e altre 12,5 saranno prese in affitto. “Naturalmente è un progetto ambizioso e da costruire possibilmente con altri genitori” ha concluso Braiato.
La serata è stata allietata dal coro parrocchiale di Bressane diretto da Anna Andriolo con canzoni sul tema dell’inclusione dei disabili.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Sabato 23 Febbraio 2019

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