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SANITA'

Porto Viro al top in Italia per la chirurgia della spalla

Nella casa di cura “Madonna della salute” tecniche innovative a livello nazionale per la sistemazione dell'articolazione danneggiata grazie all’attività medico scientifica del chirurgo ortopedico, Dlimi Sabri

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PORTO VIRO (ROVIGO) - Gli interventi di protesi di spalla fanno salire sul secondo gradino del podio regionale la casa di cura “Madonna della salute” per volume di attività: prima dell’ospedale di Vicenza e immediatamente dopo il presidio di Peschiera del Garda grazie anche all'utilizzo di tecniche innovative a livello nazionale.

“In Veneto solo il 26% delle strutture sanitarie supera il volume di 15 interventi di protesi di spalla all’anno, mentre il restante 74% si colloca al di sotto di questa soglia – spiega il responsabile dell’Unità operativa di ortopedia e traumatologia della casa di cura, Paolo Piovan – Porto Viro, con 24 interventi di protesi di spalla all’anno, si colloca così, stando agli ultimi dati disponibili e riferiti al 2016, al di sopra della media del programma nazionale esiti, lo strumento di misurazione, analisi, valutazione e monitoraggio delle performance clinico-assistenziali delle strutture sanitarie”.

Quella della protesi di spalla è una chirurgia di nicchia che l’unità operativa di ortopedia della “Madonna della salute” porta avanti seguendo le tecniche più aggiornate e grazie all’attività medico scientifica del chirurgo ortopedico, Dlimi Sabri. “In casa di cura la chirurgia della spalla si divide in tre ambiti di intervento – spiega Dlimi Sabri – Se l’articolazione è completamente degenerata e registra la perdita di funzionalità si applica la protesi; se i tendini sono lesionati ma recuperabili, ed è il tipo di patologia più frequente, utilizziamo una tecnica innovativa che prevede l’applicazione di un palloncino in grado di aumentare la cicatrizzazione delle parti lesionate. In caso di lussazione, infine, seguiamo un ulteriore e diverso protocollo di intervento. Accanto all’attività chirurgica in senso stretto procede con ottimi risultati anche quella scientifica: i risultati della chirurgia protesica di spalla di Porto Viro sono stati presentati, infatti, ai congressi nazionali di Riccione e Bologna e a quello europeo di Berlino e sono attualmente al vaglio del comitato scientifico organizzatore del congresso mondiale di settore che si terrà ad ottobre in Argentina”.

La particolarità degli interventi di protesi di spalla effettuati a Porto Viro è legata all’utilizzo di impianti che non necessitano della ricostruzione dei tendini, anticipando i tempi della riabilitazione e velocizzando il recupero post operatorio. “Si tratta di una tecnica innovativa messo a punto per la prima volta in Italia proprio a Porto Viro e che, “sacrificando” alcuni tendini che possiamo definire irrilevanti, facilita il recupero del paziente – aggiunge Sabri – Un’altra punta di diamante di Porto viro è il trattamento delle lussazioni di spalla recidivanti (lesioni di Bankart) intorno al trattamento delle quali non esiste a tutt’oggi un consenso mondiale. Ci sono essenzialmente due opzioni: l’artroscopia e l’intervento a cielo aperto di Latarjet. Noi, per la prima volta in Italia, abbiamo sviluppato l’intervento di Latarjet interamente per via artroscopica prelevando l’osso che viene impiantato non con le tradizionali viti ma con dei “semplici” bottoni, riducendo l’invasività e aumentando la stabilità dell’articolazione”.

Articolo di Lunedì 25 Febbraio 2019

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