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URBANISTICA ROVIGO

Quale destino per ex caserma Silvestri e tribunale?

L’architetto Fiorenza Ronsisvalle dell’associazione “Idee per Rovigo” analizza i due immobili attorno a cui ruoterebbe la rivitalizzazione del centro storico

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URBANISTICA ROVIGO - Sono molti i nodi urbanistici su sui si sta dibattendo e si dibatterà a Rovigo in vista delle elezioni a Rovigo. In uno di questi temi interviene l’associazione culturale “Idee per Rovigo” con l’architetto Fiorenza Ronsisvalle.  

“L’eventuale spostamento del tribunale di Rovigo in area Censer - spiega - e il futuro riutilizzo dell’ex caserma Silvestri per ospitare Archivio di Stato, Agenzia delle entrate e Sezione archeologica del Mibac fanno emergere due problemi strettamente connessi al futuro del centro storico della città capoluogo”.

Iniziando dall’ex caserma Silvestri, ovvero, da un luogo che la maggior parte dei rodigini non ha mai visto e frequentato in quanto zona militare, quindi interclusa agli estranei.  L’immobile desta probabilmente proprio per questo motivo la curiosità di molti dato che'associazione di Devis Vezzaro I luoghi dell'abbandono tra sabato 23 e domenica 24 febbraio l'ha aperta a proprie spese siglando un accordo con il Demanio (LEGGI ARTICOLO) ed è stata letteralmente presa d’assalto da più di mille persone

Risale al 1885 la cessione gratuita dell’area, da parte del Comune di Rovigo, al Genio militare per l’acquartieramento di un battaglione dei bersaglieri. Con il cambiamento delle tecnologie in campo bellico dal 1967 al 2012, anno della definitiva chiusura, vi è stato insediato il 5° Reggimento artiglieria contraerei Pescara.

In questo lungo  periodo storico, pur svolgendo un ruolo importante nel sistema difensivo nazionale, l’area con la sua caserma, di fatto non è mai stata parte attiva della città. Questa sua condizione l’ha resa luogo praticamente “invisibile”, nascosto com’è dall’alta recinzione in muratura piena che, di fatto, impedisce, al passante di percepirne: dimensioni, contenuto, potenzialità. 

I sette anni trascorsi dalla totale chiusura dell’ex presidio militare non hanno fatto altro che acuire il senso comune di “luogo estraneo”. 

Ben venga quindi un progetto di riqualificazione edilizia di questo spazio urbano che lo porti fuori dall’isolamento e dall’oblio e lo restituisca,per la seconda volta, alla città - afferma la Ronsisvalle - ma su questo punto mi preme sottolineare l’importanza che assumono le destinazioni d’uso in un processo di soddisfacente connessione ed integrazione al tessuto cittadino. Una destinazione monofunzionale come quella prospettata, rischia una ricucitura urbana ad intermittenza: la presenza di solo uffici pubblici, come sappiamo, porta alla totale chiusura dell’area in determinati orari della giornata (dalle 17 in poi), e nei giorni semifestivi e festivi eccetera”. 

E’ fondamentale, per l’architetto, pensare ad un coinvolgimento di ulteriori soggetti pubblici e privati che possano utilizzare gli spazi disponibili per svolgere attività di supporto e servizio per l’intero arco della giornata e del fine settimana, senza trascurare la possibilità di ricavare un parcheggio pubblico ed un parco a disposizione della cittadinanza. 

Un mix di servizi pubblici e funzioni legate anche al tempo libero, alla ristorazione, al benessere, alla salute, con spazi aggreganti che ospitino attività culturali, creano un luogo vivo, pulsante, inclusivo. 

“Se vogliamo che l’ex caserma diventi parte integrante della città serve attivare quindi un sistema integrato di funzioni - prosegue la Ronsisvalle - se guardiamo al passato e alle sue origini scopriamo che l’area svolgeva un ruolo pubblico di eccellenza. Infatti, nelle mappe storiche del XVIII secolo viene individuata con il toponimo di “Pra della Fiera”. La fiera, istituzione risalente al 1482, vi si svolgeva annualmente  e rappresentava il momento più importante per la vita economica dell’intera provincia, legata alla zootecnia e all’agraria”. Nei primi dell’Ottocento l’area diventa giardino pubblico di particolare valore artistico ed architettonico in quanto il suo disegno è attribuito a Sante Baseggio (progettista del teatro Sociale e dell’Accademia dei Concordi) rafforzando il suo ruolo di spazio urbano di aggregazione e svago.

“L’area dell’ex Caserma Silvestri è sicuramente un’occasione,più unica che rara, per avviare un progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana che può dare alla città di Rovigo un aspetto nuovo e competitivo”. 

La sua posizione a 500 metri dalla piazza principale,  Vittorio Emanuele II, la rende secondo l’architetto di “Idee per Rovigo” di fatto, parte integrante del centro storico ed il suo recupero può diventare un’opportunità di rivitalizzazione per il centro storico stesso oggi in una situazione di lento ed inesorabile declino. 

“Il progetto di riutilizzo  risulta in una fase preliminare e quindi c’è ancora la possibilità da parte del Tribunale di Rovigo per conto del ministero della Giustizia che da parte della Provincia e del Comune di chiedere un tavolo ricognitivo sul progetto stesso così da garantire un adeguata conoscenza e consapevolezza di quale sarà il futuro di un’area così strategica per il capoluogo.  

Altra questione è quella inerente la proposta di spostamento del tribunale di Rovigo in area Censer che farebbe emergere ancora una volta, secondo l’architetto, il problema relativo al decentramento di funzioni cruciali in aree periferiche, scelta che determinerà l’ennesima spinta verso il decadimento ed impoverimento del centro storico, che nel caso di una città di medie dimensioni come Rovigo coincide, di fatto, con il suo centro città.

Il fabbricato dell’ex zuccherificio, soggetto a vincolo monumentale, di cui al decreto legislativo 42/04, in quanto fabbricato di archeologia industriale, è stato ristrutturato per ospitare grandi spazi espositivi, per cui, l’adattamento ad una nuova funzione che prevede luoghi lavorativi permanenti comporterebbe, oltre che una diversa organizzazione degli spazi interni, anche una serie di interventi per l’adeguamento al risparmio energetico. “L’eventuale spostamento del tribunale in zona marginale rispetto al centro urbano-centro storico comporterà un impoverimento di tutte quelle attività connesse alle funzioni svolte dal tribunale stesso quali attività commerciali, bar, ristoranti, studi professionali, servizi, che formano un tessuto connettivo vitale indispensabile per un sistema economico dinamico che può opporsi alla  desertificazione progressiva oggi sotto gli occhi di tutti. Una simile  delocalizzazione produrrà un nuovo flusso automobilistico da e per il centro città che si aggiunge a quello già presente sull’asse stradale principale di entrata da Padova.

Ritengo opportuno oltre che doveroso che istituzioni che rappresentano i cittadini, Provincia di Rovigo e Comune di Rovigo, unitamente al Tribunale chiedano un tavolo ricognitivo sul progetto preliminare di ristrutturazione dell’ex caserma “Silvestri” depositato all’Agenzia del demanio di Venezia. Rovigo ha il diritto di conoscere i progetti che cambieranno il futuro della città”.

Articolo di Lunedì 25 Febbraio 2019

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