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PESCA DELTA DEL PO

Pronta la bozza per salvare la pesca nel Delta

Dal Tavolo azzurro di Porto Tolle le istanze per il 7 marzo a Zagabria. Roberto Pizzoli: Dimostreremo alla UE che si può continuare a pescare tutelando tartarughe e delfini

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PORTO TOLLE (ROVIGO) - La Unione europea è categorica: se sono a rischio specie protette, come le tartarughe marine o i delfini, in quelle aree non si deve pescare. Se così fosse per Porto Tolle, Porto Viro e Taglio di Po sarebbe la morte del distretto ittico più importante d’Italia, almeno per la molluschicoltura.

E’ stato quindi convocato dall’assessore di Porto Tolle, Tania Bertaggia, il Tavolo azzurro per fare il punto della situazione sulla pesca con le associazioni e i rappresentanti delle 14 cooperative cittadine, il presidente del Consorzio pescatori, i rappresentanti del consiglio comunale, l’assessore regionale, Cristiano Corazzari e la consigliera regionale Patrizia Bartelle.
Abbiamo illustrato la bozza che abbiamo concordato con la Regione dopo la riunione del distretto Alto Adriatico” ha spiegato il primo cittadino, Roberto Pizzoli. La questione è quella inerente i siti marini di interesse comunitario su cui si sta dibattendo dal 2015. A Malta l’Unione europea stabilisce che per la tutela di un certo tipo di fauna marina, nella fattispecie la tartaruga Caretta caretta o tartaruga comune e il tursìope o delfino dal naso a bottiglia, vanno individuate e istituite delle zone in una determinata fascia marittima. Però l’Italia tarda ad applicare quanto sancito dall’Ue e quindi parte una procedura di infrazione.

A questo punto qualcosa si mette improvvisamente in moto e, per evitare di vedersi calare dall’alto forti limitazioni sul versante pesca, Ministero e Regioni decidono di agire. “Nel giugno dello scorso anno il nostro Comune viene investito dalla cosa - spiega Pizzoli - le Regioni hanno la competenza per individuare le aree e, come presidente del Flag e del Gac finanzio un progetto attraverso cui raccogliere dei dati scientifici che possono dimostrare che l’impatto tra il mondo della pesca professionale e le due specie animali in questione è praticamente nullo e vi può essere una coabitazione”.

Attraverso i Ministeri si riesce quindi ad ottenere una proroga fino al prossimo anno per quanto riguarda la procedura di infrazione. Nel frattempo le associazioni di categoria si riuniscono attorno ad un tavolo regionale per mettersi al lavoro con i dati scientifici fino a qui raccolti, idem il distretto Alto Adriatico che si è riunito 3 settimane fa a Bologna. 

Tutti i soggetti coinvolti mettono insieme una bozza di proposta; “piuttosto di farsi calare dall’alto il Sic marino con una individuazione fatta a priori, abbiamo preferito fare noi una proposta” dice il primo cittadino portotollese.

La bozza dovrà essere portata il 7 marzo in Croazia a Zagabria dall’Italia: ogni Regione interessata illustrerà la propria proposta e, per quanto riguarda il Veneto, è stata individuata una fascia che si trova esattamente davanti al comune di Porto Tolle che altro non è che il prolungamento di quella emiliano romagnola. “I dati raccolti - dice Pizzoli - dicono che la maggior parte delle tartarughe e dei delfini si troverebbe proprio nelle immediate adiacenze”. Oggi è stata per l’appunto illustrata ai vari soggetti interessati la bozza attraverso cui si vorrebbe scongiurare una forte limitazione della pesca professionale con conseguente crisi del settore ittico.

Vogliamo che la pesca volante e con lo strascico, soprattutto quella di Pila, venga tutelata. Il ritrovarsi tale limitazione non rende certo felici le varie cooperative di pescatori ma - continua il sindaco - è stato comunque riconosciuto il lavoro importante che è stato fatto. Si sta facendo il possibile per tutelare il settore e non vedere compromesso la pesca professionale. Vogliamo essere protagonisti di questo processo senza subirlo, ma portando le nostre istanze”.

Articolo di Venerdì 1 Marzo 2019

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