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ROVIGO E I RODIGINI

Ora o mai più per scegliere “bene” il prossimo sindaco

Roberto Magaraggia sprona i suoi concittadini a compiere una scelta oculata nella cabina elettorale, dopo tutto quello che (non) è stato fatto sul territorio 

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“‘Ora o mai più’. Non è solo un programma di successo, condotto da Amadeus, in onda in questi giorni in televisione, ma l’appuntamento cruciale cui saranno chiamati i cittadini di Rovigheto. Le prossime elezioni amministrative di maggio saranno, per il comune capoluogo, determinanti.  Di vita, o di definitiva morte, per tutto il territorio urbano. Già depredato negli ultimi anni dallo spostamento dell’Enel, della Caserma degli allievi sottufficiali della guardia di finanza, della caserma Silvestri, di Confindustria, Camera di commercio, eccetera eccetera. In abbinamento abbiamo assistito a una esplosione di centri commerciali che hanno messo al tappeto il piccolo commercio cittadino. Dove, da una parte c’erano dei “prenditori”, più che imprenditori, che hanno svolto il loro ruolo, cioè di soggetti che rincorrono il profitto; dall’altra un ceto politico amministrativo incapace di ridisegnare e completare una Rovigo inconclusa, ma soprattutto proni e servi di piccoli potentati economici. 

Non ha tutti i torti il comico bassopolesano Natalino Balasso quando, dall’alto della satira, dice il vero. Siete voi rovigotti i veri responsabili del degrado politico economico della vostra città! Siamo noi che non riusciamo a capire che dentro la cabina elettorale, a maggio, dobbiamo scegliere il miglior candidato, senza guardare in faccia nessun partito politico nazionale. Perché un discorso sono le elezioni politiche altro quelle comunali. Dove si tratterà di indicare quella persona che, secondo noi, sarà libera e in grado di pronunciare dei si è dei no in grado di produrre il bene della nostra piccola comunità. Un’impresa non facile quando si dovrà scegliere tra decine di candidati sindaci e circa sette-ottocento candidati al consiglio comunale. Dove ognuno si troverà un cugino, un parente, il calzolaio, la parrucchiera, il macellaio, l’avvocato, che gli chiederà il voto per sé, per il figlio, per il nonno, per il marito, per il cugino, il nipote o conoscente. Impresa ardua far prevalere il ragionamento sul sentimento. Ma così è, se vi pare. 

Cari rovigotti, i treni passano e, se non riusciremo anche questa volta a salirvi sopra nella speranza di raggiungere quel rilancio da tempo promesso e mai realizzato, significherà che siamo giunti al capolinea”. 

Roberto Magaraggia Civica Rovigo

Articolo di Sabato 2 Marzo 2019

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