Condividi la notizia

VOLONTARIATO CASTELMASSA (ROVIGO)

L’Avis di Castelmassa lancia l’allarme: “Servono nuovi donatori di sangue”

Nel corso dell’ultima riunione l’associazione, pur sottolineando la buona salute e l’autosufficienza del Polesine, ha rilevato uno scarso ricambio generazionale

0
Succede a:

CASTELMASSA (ROVIGO) - “Si fatica sempre di più a trovare nuovi donatori”. A lanciare l’allarme è l’Avis di Castelmassa che si è riunita in assemblea lo scorso sabato 23 febbraio con il presidente Alessandro Ravagnani che ha giudicato positivamente l’anno sociale appena trascorso per il franco e costruttivo confronto dialettico tra dirigenti e soci.

Dettagliata la relazione presidenziale consuntiva 2018 che si basa sulla trasparenza dei bilanci a disposizione di tutti. E’ stato evidenziato come nell’anno appena trascorso si sia speso di più per le tante sponsorizzazioni a livello sportivo, ludico-motorio e culturali massesi e non ma comunque lo strumento contabile risulta essere in attivo. 

E’ stato ribadito come venga sempre pubblicizzata la cultura del dono in senso avisino. 

Il vice Fausto Gennari ha rilevato che “in questo 2019 saremo più risparmiosi in fatto di patrocini, ciò interpretando la volontà dell'intero direttivo". A rendere la contabilità più spartana contribuisce l'assenza dei rimborsi a chilometro per chi si sposta onde donare sangue".

Barbara Garbellini, presidentessa provinciale Avis, si è complimentata per "tutta l'attività 2018 tanto che la sezione di Castelmassa spicca per qualità e quantità di interventi sul territorio; certo i soldi investiti in merito sono sempre ben spesi”. Ma è stato anche rilevato che a Castelmassa, come in tutto il Polesine, si fa sempre più fatica a trovare nuovi donatori e dirigenti: difetta il ricambio generazionale. “A livello provinciale - ha detto la Garbellini - siamo  ben organizzati per cui le sacche di sangue scadute o con perdita di peso sono quasi a livello zero tanto che il Polesine è ampiamente autosufficiente, il più virtuoso del Veneto, essendo noi capaci di mandare a Cagliari 50 sacche mensilmente”. 

In omaggio alle direttive nazionali e a quelle regionali lombardo-emiliane, pure nel Veneto ora si può donare sangue oltre i 65 anni, "ma tale idoneità resta sempre a discrezione dei medici  a tutela del donatore". Intanto sono partire le donazioni programmate su prenotazione al sabato ad Adria e presto toccherà a Rovigo per quelle domenicali.
Articolo di Domenica 3 Marzo 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it