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ASSOCIAZIONISMO ROVIGO

Il Rotary Club di Rovigo festeggia i suoi primi 70 anni

Durante la serata di gala è stato presentato un libro che racchiude la storia del club, raccontata attraverso la voce dei presidenti succedutisi nel corso del tempo

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POLESELLA (ROVIGO) - Settant’anni dalla nascita del Rotary Club di Rovigo festeggiati venerdì 1 marzo durante una serata di gala a villa Morosini.

Il club rodigino ha voluto ricordare quanto realizzato nell’arco di oltre mezzo secolo sia a favore della comunità locale, sia a sostegno di opere umanitarie in paesi lontani; lo ha fatto in allegria, come si addice al periodo di carnevale, con una grande festa molto partecipata, con musica e tanti ospiti. 

La festa è stata l’occasione per presentare un volumetto in cui la storia del club di Rovigo è ricostruita attraverso la voce dei presidenti succedutisi ogni anno, dal 1949 ad oggi, secondo il meccanismo di rotazione che dà nome all’associazione. Ricco di testimonianze e di immagini, dà spazio anche ad alcuni temi specifici che fanno parte integrante del dna del club: tra questi il legame di amicizia che da sessant’anni lo lega al club contatto francese di  Melun e il rapporto speciale con i giovani che trova vita nel Rotaract, una sorta di Rotary giovanile, e nel programma di scambi internazionali tra studenti.

Un capitolo a parte è dedicato alla fortunata esperienza dell’handicap Lorenzo Naldini: un service che dal 1989 ad oggi, grazie anche alla disponibilità offerta dalla famiglia Marcegaglia, ha permesso di ospitare oltre 2.500 disabili e i loro familiari  per un soggiorno di quindici giorni organizzato ogni anno nella bella isola del Delta.

Nel corso della serata il presidente Marco Avezzù Pignatelli ha consegnato la classica onorificenza rotariana, il “Paul Harris Fellow”, a Matteo Suriani, socio che si è particolarmente distinto per generosità ed impegno, che ha anche ringraziato tutti i soci per il contributo dato da ciascuno, con umiltà e lontano dai riflettori, al buon esito dei vari  “service” del club.

Il 28 febbraio del 1949, durante la prima riunione conviviale tenutasi all’albergo Granatiere, venne consegnata dal governatore distrettuale, al primo presidente, la carta del costituendo club polesano. 

Da allora molta acqua è passata sotto i ponti. L’Italia, che nel 1949 era appena uscita da una guerra disastrosa e si avviava verso un difficile ma felice fase di ricostruzione, ha cambiato volto, lo stesso ha fatto il Rotary, che ha forse perso l’aura elitaria delle origini ma non la sua vocazione a servire il bene comune e a creare legami di amicizia tra le persone e i popoli, ed è oggi una grande famiglia di oltre 1.200.000 di soci sparsi in tutto il mondo

Articolo di Lunedì 4 Marzo 2019

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