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SPETTACOLI CASTELMASSA (ROVIGO)

Enrico Lo Verso chiude la stagione teatrale con Pirandello

L'attore porterà a Castelmassa “Uno, nessuno, centomila” domenica 10 marzo alle 18.30, anziché alle 17.30 al Mercato coperto in via Oberdan

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CASTELMASSA (ROVIGO) - Lo spettacolo di chiusura della stagione teatrale 2018/19, promossa dall’assessorato alla Cultura e organizzata in collaborazione con il Circuito Arteven/Regione del Veneto, cambia orario d’inizio: “Uno, nessuno, centomila” con Enrico Lo Verso andrà in scena domenica 10 marzo alle 18.30, anziché 17.30 al Mercato coperto in via Oberdan, 7.

Avrei voluto che Pirandello fosse vivo, per mostrargli la grandezza della sua parola, la contemporaneità di un messaggio, più attuale oggi a 100 anni dalla sua formulazione, il bisogno impellente, necessario, autentico del pubblico di approvvigionarsi della conoscenza di sé, di leggere per provare a decodificare quei segni della quotidianità come codici di accesso ai meandri delle proprie emozioni – dichiara la regista dello spettacolo, Alessandra Pizzi, che ne ha curato anche l’adattamento - Mi chiedo ogni sera, osservando il pubblico che, immobile, assiste allo spettacolo, se Pirandello fosse veramente consapevole delle conseguenze che la portata della forza tumultuosa, di quella giustapposizione di pensieri, di quella serie, interminabile, di quesiti, della ricerca smaniosa di risposte, avrebbero potuto produrre sul pubblico. O se, come spesso accade, il risultato abbia superato le intenzioni”.

Questo progetto nasce dal desiderio di celebrare i 150 anni dalla nascita dell’autore di Girgenti, troppo spesso relegato ai libri di scuola. “Uno, nessuno e centomila” è un’opera di lunga elaborazione, di assidua stesura, che accompagna, o per meglio dire informa di sé, il resto della produzione pirandelliana. Da qui l’idea di una nuova e originale messa in scena, che possa ricercare nuovi specifici per lo spettacolo ma, soprattutto, sappia ridisegnare il rapporto, all’interno dello spazio scenico tra la parola e gesto. 

Un unico testo narrativo, per interpretazioni sempre diverse affidate al racconto di Enrico Lo Verso, che mette in scena un contemporaneo Vitangelo Moscarda, l’uomo “senza tempo”. Un’interpretazione naturalistica, immediata, “schietta”, volta a sottolineare la contemporaneità di un messaggio universale, univoco, perenne: la ricerca della propria essenza, dentro la giungla quotidiana di omologazioni. 
Articolo di Martedì 5 Marzo 2019

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