Condividi la notizia

SQUADRA MOBILE ROVIGO

Spacciatore di cocaina in manette. 2500 le cessioni contestate

Aveva fatto perdere le proprie tracce spostando il proprio raggio d’azione in provincia di Ferrara, la Polizia lo ha ritrovato e condotto in carcere

1
Succede a:

ROVIGO - E.A., marocchino 35enne, ma per i consumatori di cocaina noto con il nome di “Stefano”, è stato arrestato alle prime luci dell’alba di mercoledì 6 marzo dalla squadra mobile della Questura di Rovigo.

Sono 2500 le cessioni contestate, ma negli ultimi quattro anni tra misure cautelari e arresti vari, era già abbondantemente noto alle forze dell’Ordine (qualche mese fa lo avevano arrestato anche i Carabinieri). Il Giudice per le indagini preliminari Silvia Varotto ha accolto la richiesta del Pm Maria Giulia Rizzo, l’uomo è in carcere. Aveva fatto perdere le proprie tracce cambiando aria, lo hanno trovato gli uomini diretti da Gianluca Gentiluomo.

A Rovigo, Lusia, Villanova del Ghebbo e Lendinara, se qualcuno voleva acquistare della “coca” andava da lui. Cambiava spesso telefono, ma aveva dei clienti fidelizzati a tal punto che i numeri erano gelosamente custoditi all’interno di un’agenda. Ogni qualvolta lo spacciatore cambiava utenza telefonica, avvisava i clienti con una messaggio. Non ha dato molti punti di riferimento agli inquirenti, senza fissa dimora, dal 2012 al 2018 svolgeva come unica occupazione il pusher di alto livello. La Mobile lo ha scovato a Monticelli nei pressi di Codigoro, la Polizia ha ricevuto anche i ringraziamenti dei residenti del luogo che avevano notato già dei movimenti sospetti che un’attività di questo tipo genera.  Non solo aveva cambiato aria, aveva semplicemente spostato la sua “attività” di spaccio incurante di un precedente decreto di espulsione.

Nel 2016 era rimasto coinvolto nell’operazione Taraqa (LEGGI ARTICOLO), la Squadra Mobile all’epoca diretta da Bruno Zito, proprio dalle intercettazione dell’utenza in uso al marocchino, aveva sgominato un vasto traffico di droga con il sequestro anche di due carichi provenienti dal Marocco.

In quella occasione il 35enne ottenne gli arresti domiciliari, misura cautelare che non gli impedì di riprendere la propria attività. Alle prime luci dell’alba per “Stefano” si sono aperte le porte del Carcere.

 

Articolo di Mercoledì 6 Marzo 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it