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EDITORIA ROVIGO

Don Bruno saluta “La Settimana”: “Vi ringrazio tutti! Gò fato del me mejo!”

Presentato ufficialmente l'abbinamento con “Avvenire” alla presenza del direttore, Marco Tarquinio, del vescovo Pierantonio Pavanello e di don Enrico Turcato che prenderà le redini della redazione

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ROVIGO - “Vi ringrazio tutti! Gò fato del me mejo!”. Con queste parole, un po' in italiano, un po' in dialetto, don Bruno Cappato ha passato il testimone de “La Settimana”, il giornale diocesano che è stato la sua creatura fin dal lontano 1977. Non senza ringraziare tutti, compresi gli studenti del liceo in cui ha insegnato per 22 anni. Non senza ricordare gli inizi, quelle notti insonni per pensare al giornale e ai suoi predecessori nei confronti dei quali don Bruno ha ammesso di essersi sentito inadeguato ma che, se potessero tornare in vita per un solo istante, non esiterebbero a dargli una stretta di mano dicendogli “ottimo lavoro”.

A raccogliere questa eredità, pesante per certi versi, c'è un suo ex allievo, don Enrico Turcato che ha già in mente i cambiamenti da apportare al nuovo giornale che uscirà domenica assieme ad Avvenire.

“Oggi è un giorno di gioia – ha detto il vescovo, Pierantonio Pavanello – perché possiamo iniziare un nuovo tratto di cammino che continua in una forma diversa. Il grazie va prima di tutto a don Bruno Cappato che ha diretto il giornale per 42 anni facendolo uscire tutte le settimane e integrandolo anche con Radio Kolbe. Se possiamo affrontare anche questa nuova avventura è merito suo perché ci ha portato fino a qui”. Un ringraziamento è andato anche a Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire” senza il quale “La Settimana” non avrebbe potuto proseguire.

“Questa collaborazione apre la nostra diocesi al respiro nazionale. Siamo una diocesi medio-piccola e questo supporto ci aiuta a pensare in grande” ha sottolineato il vescovo.

Tarquinio ha invece evidenziato la bellezza che riveste l'evento, citando il pensiero di papa Paolo VI che desiderava un giornale cattolico di respiro nazionale, con una parte locale, ma aperto al mondo “che è la condizione di un'ispirazione cattolica”. “Ci troviamo in un tempo in cui l'editoria sta cambiando – ha detto il direttore di “Avvenire” - un tempo faticoso per la parola scritta e al tempo stesso più necessario. In cui tutto sembra correre attraverso i canali della parola digitale che sono una parte della nostra vita e della nostra comunicazione. Ma abbiamo bisogno anche di punti di riferimento, di luoghi che nel tempo del digitale ci diano la profondità e, quando è possibile, saggezza e sempre la solidità della parola che matura nel rapporto con i fatti, con le persone, con le realtà e non un dialogo a distanza magari tra degli avatar, persone che non sono veramente sé stesse ma indossano una maschera”.

Per Tarquinio non è un caso l'incontro tra le due realtà, abituate ad usare le stesse parole, lo stesso sguardo, la stessa sensibilità, lo stesso amore per la gente e per il paese.

Il giornale si prepara quindi ad affrontare un restyling grafico crescendo di formato (secondo gli standard di Avvenire) ma anche da un punto di vista contenutistico.

Don Enrico Turcato ha tenuto a sottolineare il lavoro di squadra con altre persone tra cui Thomas Paparella e Marco Menabò (nomen omen). “L'avventura è già iniziata ed è un'avventura seria – ha detto il nuovo responsabile del settimanale – Anche io ho iniziato a non dormire di notte come faceva don Bruno agli esordi. Ma ci sarà comunque una squadra a supportarci e con Avvenire ci siamo sentiti a casa”. Don Enrico ha anticipato quella che sarà la nuova linea de “La Settimana”: “La prospettiva di chi sa che c'è un seme di bene sparso nel terreno del mondo, sparso in questo nostro Polesine. Forse sono sogni grandi... E va bene! I giovani sognino, come diceva il profeta. Ci proviamo!”.

Tra le rubriche ci sarà quella riservata alle “buone notizie” per cogliere il bene che c'è e quella che si chiamerà “al settaccio” in cui si leggerà la realtà con lo sguardo della fede.

L'appuntamento sarà quindi domenica, con “La Settimana” che uscirà in abbinamento con “Avvenire” (LEGGI ARTICOLO).

Articolo di Giovedì 7 Marzo 2019

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