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ELEZIONI ROVIGO 2019

Romeo: "Niente primarie. Spiace, ma Menon è fuori dal ragionamento delle alleanze"

Il Pd prepara il proprio programma elettorale. Tra i vari punti lo spostamento dell’università in centro e la riqualificazione del “Maddalena”. Mai con chi ha sostenuto l’ex Bergamin

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ROVIGO - “Apparentamenti con chi è rimasto con Bergamin fino all'ultimo? No, grazie!”. Il Pd di Rovigo respinge l'idea di poter correre assieme a tutti coloro che hanno sostenuto l'ex sindaco dandogli fiducia e presenta il proprio programma elettorale. L’ex capogruppo consiliare del partito di centrosinistra, Nadia Romeo, esclude convergenze con quei consiglieri che non si sono adoperati per far cadere Bergamin (LEGGI ARTICOLO) con un secco no a Paolo Avezzù che, inizialmente aveva sollevato il vespaio, salvo poi fare un passo indietro e cercare di salvare il salvabile, ma ormai era troppo tardi. Stesso destino per l’ex assessore ai Lavori pubblici, Gianni Saccardin. 

Per quanto riguarda il programma del Partito democratico rodigino, Nadia Romeo insiste sul fatto che Rovigo debba svolgere il ruolo di capoluogo che le spetta, “cosa che da Piva in poi non c’è più stata. Sia lui che Bergamin erano considerati uomini nuovi e sono durati quello che sono durati”. Per la Romeo quindi serve competenza, un programma serio e l’apertura il più possibile a partiti o liste che si riconoscono in un programma che in questi giorni si sta abbozzando. “Spiace che Silvia Menon non possa essere in questo ragionamento perché secondo me anche il valore della sua esperienza in consiglio comunale in questi anni sarebbe stato utile in un’ottica d’insieme per contrastare il centrodestra”. 

Il Pd dice no ad inciuci o trasversalismi con situazioni di fuoriusciti dalla Lega o di chi si sta improvvisando all’ultimo momento. “Rovigo ha bisogno di una guida sicura e di porre rimedio ai disastri fatti dall’ultima amministrazione” afferma la Romeo.

Giacomo Prandini della segreteria comunale spera di poter trovare una guida per la città con determinate caratteristiche “abbiamo bisogno di personale amministrativo di levatura importante. Speriamo di poter individuare una candidatura a sindaco con delle caratteristiche di doti personali tra cui preparazione personali e doti culturali ed esperienza in grado di reggere il peso dell’amministrazione”. 

Per quanto riguarda la ricetta, il Pd ha approvato ieri all’unanimità un documento del coordinamento comunale di Rovigo in cui rivendica la “cacciata” del sindaco e dell’affluenza registrata alle primarie di domenica 3 marzo.

Sulla scelta del candidato niente primarie: richiederebbero troppo tempo, un lusso che in questo momento il Pd non può permettersi. “Faremo una consultazione” dice Nadia Romeo che vorrebbe partire innanzitutto dal programma.

E proprio su questo ci sono diversi punti forti su cui il Pd vorrebbe puntare in caso di vittoria alle elezioni, come ad esempio un ripensamento della sede universitaria che si vorrebbe vedere occupare un ruolo logistico più centrale. Quindi uno spostamento dal Censer al centro storico per dare uno slancio al commercio. “Sappiamo che in tutte le città in cui l’università è in centro si porta un volano economico non indifferente. Ma a questo punto si apre un altro discorso. Cosa ne facciamo del Censer?”.

Per quanto riguarda la questione tribunale la Romeo spiega che all’inizio dell’amministrazione Bergamin si era discusso su di un progetto che verteva sulla riqualificazione dell’ex carcere creando un “tribunalone” in centro storico. La segretaria Pd spiega che la politica non ha mai fatto tali richieste al demanio che sarebbe stato disponibile ad avvallare tali scelte stanziando anche dei fondi.

Sul Passante Nord il Pd ribadisce la stessa posizione espressa in consiglio comunale, ovvero un’opera non più utile: “Non va più bene. E’ più utile la questione relativa al ponte di Boara con una rotatoria anziché sprecare dei soldi sul Passante Nord”. 

Sul “Maddalena” la Romeo vorrebbe recuperare il progetto e quindi i soldi che erano stati stanziati dal Governo. “Se ci possono essere delle migliorie da fare bene, altrimenti portiamo comunque a casa questo progetto che non è indifferente”. Per la Romeo 13 milioni di euro per riqualificare la Commenda non sono comunque da buttare via.

Articolo di Venerdì 8 Marzo 2019

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