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POLITICA ADRIA (ROVIGO)

Bartelle: “Sandra Passadore deve essere cacciata. Usa il Csa per fini personali e politici”

La consigliera regionale si dice preoccupata per il destino della struttura e, oltre ad appoggiare i sindacati, chiede l’espulsione “di elementi ormai estranei e mal digeriti dal sistema cittadino”

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ADRIA (ROVIGO) - Anche l’ex M5s, oggi all’interno del gruppo di Italia in Comune nel consiglio regionale, Patrizia Bartelle parte all’attacco del Csa chiedendo la testa della presidente Passadore anche se l'ultimo bilancio approvato non chiude in perdita e senza alzare le rette, caso più unico che raro per una struttura interamente pubblica in Veneto.

“Come gruppo di Italia in Comune - dice la Bartelle - stiamo seguendo con attenzione le vicende sul Centro servizi anziani e ieri sera era quindi d’obbligo, seguire, chi in streaming, chi a palazzo Tassoni, il consiglio straordinario sulla casa di riposo. Il sindaco, dopo aver ricordato che l’attuale cda è stato sfiduciato più volte anche dall’amministrazione precedente, ha dato la parola a Paolo Guzzon, coordinatore Rsu e cuoco al Csa, il quale ha elencato con emozione tutto ciò che hanno fatto, subìto e stanno subendo come dipendenti”.

“La cosa che più mi ha fatto male - prosegue la consigliera - è il documento letto dal rappresentante dei lavoratori: ha tratteggiato le umiliazioni lavorative/professionali che stanno subendo come operatori. Ha posto l’accento sulla centralità dell’ospite, che non deve essere inteso come centro di costo, ma l’elemento umano centrale, attorno al quale si sono costruite queste strutture. Tanto il dolore, la rabbia, la tristezza percepita dai lavoratori e familiari presenti in sala consiliare. Chiaro il messaggio che lavorare in una struttura, come una casa di riposo per anziani, non è un’occupazione normale, ma va oltre il lavoro, sconfina nella missione. Una struttura che era umanamente centrale per la comunità adriese, è da anni diventata un campo di battaglia in cui si fronteggiano due parti: la direzione/presidenza, che rappresenta chi deve ridurre le spese, contro il personale/gli ospiti/i familiari”.

La Bartelle ha spiegato come si sia riparlato dei tagli/risparmi che la struttura sta subendo in termini di orario di lavoro, che si traduce con 20 operatori in meno, in servizio. “E’ inevitabile che tutte queste azioni, il clima che si è creato, comportino una conseguente riduzione di richieste d’entrata, da parte di possibili utenti/ospiti. A farlo capire anche l’accorata testimonianza di Fulvio Osti, un  famigliare di un ospite della casa di riposo” racconta all’unisono il gruppo adriese di IIC.

“Dal consiglio comunale è emerso che il prossimo 23 marzo, ci sarà uno sciopero del personale del Csa. Un’occasione per far valere i propri diritti e nel contempo gli operatori ci rimetteranno altri soldi, oltre a quelli che sono già stati decurtati dallo stipendio dall’amministrazione della Csa” precisa la consigliera regionale Bartelle

“Noi come gruppo di Italia In Comune saremo presenti, come sarebbe importante che accanto ai dipendenti del Csa, ci fossero anche i cittadini di Adria, in maniera tale che tutti insieme manifestiamo, contro chi ha causato questo stato d’agitazione che dura ormai da 2 anni, ovvero la presidente Passadore ed il consiglio di amministrazione”.

Il gruppo di Italia in Comune chiede quindi il commissariamento del Centro servizi anziani, “come estremo tentativo di espellere dall’Ipab adriese, elementi ormai estranei e mal digeriti dal sistema cittadino”.

“Questo perché - conclude la Bartelle - una presidenza sorda a qualsiasi azione condivisa con lavoratori ed amministrazione comunale, familiari, che si ostina a rimanere abbarbicata all’unica carica pubblica detenuta, usata anche per fini personali pubblicitari politici, debba essere interrotta in qualsiasi maniera. Si spera che questa situazione si risolva  presto e che magari si riveda anche lo statuto dell’Ipab, affinché non sia più possibile il ripetersi di azioni simili”.

Articolo di Sabato 9 Marzo 2019

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