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AMBIENTE CORBOLA (ROVIGO)

Stop agli allevamenti avicoli in Polesine. La Bartelle invoca aiuto della Provincia

La consigliera regionale spiega che con gli attuali strumenti urbanistici non so possono bloccare tali attività. Lo scorso 3 gennaio sarebbe pervenuta anche la richiesta per realizzare un impianto a biogas a Mardimago

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CORBOLA (ROVIGO) - La consigliera Patrizia Bartelle chiede un coinvolgimento della Provincia per fermare gli allevamenti avicoli.

Con gli attuali strumenti urbanistici non si poteva impedire di rilasciare il permesso di costruire un nuovo allevamento, oltretutto quarantamila capi rappresentano un numero che non necessita di autorizzazione. Come se non bastasse, c’è anche una richiesta del 3 gennaio scorso da parte di una ditta altoatesina, la Fri-el Aprilia, per la realizzazione di un impianto a biogas proprio di fronte all’allevamento di Mardimago”. Sono le parole della consigliera regionale Patrizia Bartelle che continua “sono vicina e a disposizione dei cittadini e dei comitati per mettere pressione alle amministrazioni locali che sinora sono rimaste colpevolmente inerti affinché siano modificati gli strumenti urbanistici in modo da scongiurare ulteriori insediamenti che, come al solito, non tengono conto dell’impatto sulla viabilità già inadeguata”.

Per la Bartelle la presidenza della Provincia (“ne va del futuro del Polesine”) deve prendere una posizione politica sulle richieste di realizzazione ed ampliamento di impianti a biogas e per lo sfruttamento intensivo degli animali o simili mettendo un freno alle richieste di questo tipo. “Il messaggio deve essere chiaro: il nostro terreno non è a disposizione di chi cerca profitto. Perché la Fri-el Aprilia non costruisce l’impianto a biogas in Alto Adige?”

“Inoltre - conclude la Bartelle - devono essere considerate anche le emissioni odorigene che aumentano ad ogni nuovo insediamento o espansione di quelli esistenti, l’aria diventa irrespirabile e ci sono ricadute sulla salute dei cittadini. Non a caso ho presentato sul tema un disegno di legge regionale, il numero 362, per regolamentare anche la questione degli odori fetidi e nauseabondi emessi dagli allevamenti”.

Articolo di Sabato 9 Marzo 2019

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