Condividi la notizia

RUGBY SEI NAZIONI 2019

Dura lezione dei maestri inglesi

L’Italia di Conor O’Shea ha perso a Twickenham 57-14, un passivo pesante che fotografa il momento difficile degli azzurri

0
Succede a:

LONDRA (INGHLITERRA) - Già il pronostico non lasciava spazio a sogni velleitari (mai vinto con l'Inghilterra in vent'anni di Sei Nazioni) e in più l'Italia si è trovata di fronte una squadra inglese arrabbiata e desiderosa di dimenticare in fretta la partita persa con il Galles che l'ha privata del Grande Slam. E' finita come doveva finire con una larga vittoria della squadra di Jones e un'Italia che non ha molto da rimproverarsi. E' vero che gli azzurri hanno concesso un paio di mete un po' troppo facili, ma la partita non ha mai avuto storia.

Troppo grande il divario tecnico e fisico tra le due formazioni. Le otto mete subite dall'Italia (con queste sono 104 quelle incassate nelle venti partite giocate con l'Inghilterra in questo torneo) sono lo specchio dei valori visti in campo. C'è poco da dire. Gli azzurri hanno fatto quello che potevano mostrando anche buone cose quando hanno avuto la possibilità di avere il pallone tra le mani e le due mete segnate sono state la testimonianza di una certa qualità offensiva. Ma quando il ritmo del match si è alzato sono emerse le solite carenze che l'Italia da tempo non riesce a colmare, soprattutto a livello difensivo dove gli azzurri si sono trovati spesso in difficoltà anche in virtù dello strapotere fisico degli inglesi che si sono presentati in campo con una formazione di “bisonti” che hanno caricato dal primo all'ultimo minuto.

D'altro canto il piano di gioco di Jones era molto chiaro con i suoi tanti “ball carrier” a cercare sempre lo sfondamento per creare una situazione di superiorità numerica. In particolare si sono messi in luce gli “isolani” Vunipola, Tuilagi, Te'ò e l'imprendibile Cokanasiga, man of the match. Con la partita impostata sul piano fisico, specie nella linea arretrata, l'Italia non ha avuto le armi per controbattere trovandosi quasi sempre perdente negli impatti e debole nei placcaggi. Le ragioni della 21° sconfitta consecutiva degli azzurri nel Sei Nazioni (O'Shea ha il non invidiabile record di non aver mai vinto una partita del torneo da quando siede sulla panchina dell'Italia) sono in gran parte racchiuse in questa considerazione. Se poi si aggiungono le maggiori qualità tecniche degli inglesi e della loro panchina, ecco che il pesante risultato di Twickenham trova una spiegazione più che logica. La partita era cominciata con un avvio asfissiante dell'Inghilterra che, dopo aver gettato al vento due occasioni da meta, al 7' ha trovato la marcatura con George che ha concluso oltre la linea una rolling maul da rimessa laterale.

L'Italia, però, ha avuto una bella reazione e pochi minuti più tardi è andata a segnare con Allan che ha bucato la difesa inglese dopo una bella azione azzurra multifase. Purtroppo si è trattato di un exploit isolato perchè l'Inghilterra ha ripreso a macinare il suo rugby solido e concreto che al 14' ha prodotto la meta di May ben servito da Daly sul quale non è arrivato il placcaggio di Esposito. Lo show inglese è proseguito con la marcatura di Tuilagi che in mezzo al campo ha rotto un placcaggio soft azzurro (ancora Esposito) per involarsi verso la meta. Il ritmo e il gioco decisamente fisico della squadra di Jones ha cominciato a creare difficoltà agli azzurri che hanno perso Campagnaro per infortunio al 20'. In campo si è continuato a vedere una sola squadra, quella inglese, che, a turno, ha mandato i suoi sfondatori contro una difesa azzurra che faticava sempre di più a reggere gli impatti fisici. Alla mezzora, dopo che Farrell aveva aumentato il vantaggio inglese con un penalty, è toccato al terza linea Shields portare l'ovale nella meta azzurra dopo una fuga di un incontenibile Tuilagi.
L'Italia ha iniziato anche a perdere qualche pezzo perchè Castello, entrato da pochi minuti al posto dell'infortunato Campagnaro, è stato costretto ad uscire per problemi a un ginocchio. Il finale del tempo, però, ha visto una fiammata azzurra con un bella azione d'attacco che ha messo in difficoltà la difesa britannica che se l'è cavata con qualche brivido.

Il secondo tempo è iniziato con i padroni di casa sempre in evidenza e al 6' è arrivata la seconda personale meta di Tuilagi che ha finalizzato una lunga manovra nei “22” italiani. Al 13' c'è stata una delle rare escursioni azzurre in attacco con il pack italiano a impostare diverse ripartenze fino a creare la situazione di superiorità all'esterno ben giocata da Allan che ha liberato Morisi per la meta sulla bandierina. Pur meno brillanti e continui del primo tempo, gli inglesi hanno mantenuto saldamente nelle loro mani il controllo del match. In questa fase le due formazioni sono ricorse a numerose sostituzioni, ma a guadagnarne è stata l'Inghilterra che ha messo sotto pressione la squadra azzurra che al 24' si è fatta intercettare un calcio di liberazione concedendo la marcatura a Kruis che aveva rimpallato l'ovale ad Hayward. Poco dopo, con gli azzurri che hanno iniziato ad accusare la stanchezza, è stato Robson a depositare il pallone in area di meta dopo un'azione che aveva sfiancato la difesa italiana. Il sigillo finale l'ha messo ancora Shields che ha raccolto un ovale rimpallato a Tebaldi. Il risultato finale è stato sin troppo crudo per l'Italia, ma ha detto la verità. Adesso l'Italia deve chiudere questo Sei Nazioni ospitando tra una settimana una Francia che in questo torneo ha mostrato più ombre che luci. Forse è l'occasione più alla portata per rompere un digiuno di vittorie che nel Sei Nazioni ormai dura da troppo tempo. Altrimenti sarà l'ennesimo “cucchiaio di legno”.

Roberto Roversi

Londra, Twickenham Stadium – sabato 9 marzo 2019
Guinness Sei Nazioni 2019, IV giornata

Inghilterra v Italia 57-14 (31-7)

Marcatori: p.t.8’ m. George tr. Farrell (7-0); 11 m. Allan tr. Allan (7-7); 15’ m. May tr. Farrell (14-7); 21’ m. Tuilagi tr. Farrell (21-7); 25’ c.p. Farrell (24-7); 32’ m. Shields tr. Farrell (31-7); s.t. 46’ m. Tuilagi (36-7); 55’ m. Morisi tr. Allan (36-14); 64’ m. Kruis tr. Ford (43-14); 67’ m. Robson tr.  Ford (50-14); 79’ m. Shields tr. Ford (57-14)

Inghilterra: Daly; Cokanasiga, Tuilagi M. (62’ Slade), Te'o, May; Farrell (cap) (61’ Ford), Youngs (61’ Robson); Vunipola B., Curry (55’ Wilson), Shields; Kruis, Launchbury (66’ Hughes); Sinckler (55’ Cole), George (58’ Cowan-Dickie), Genge (58’ Moon).

All. Jones

Italia: Hayward; Padovani, Campagnaro (23’ Castello) (33’ McKinley), Morisi (61’ Palazzani), Esposito; Allan, Tebaldi; Parisse (cap) (61’ Traorè), Steyn, Negri (48’ Polledri); Budd (48’ Sisi), Ruzza; Ferrari (48’ Pasquali), Bigi (48’ Ghiraldini), Lovotti.

All. O’Shea
Arb. Nic Berry (Aus)
Calciatori: Farrell (Inghilterra) 5/6, Allan (Italia) 2/2; Ford (Inghilterra) 3/3
Note: Pomeriggio freddo, campo in ottime condizioni. Presenti 82.022 spettatori
Punti conquistati in classifica: Inghilterra 5; Italia 0
Man of the match: Cokanasiga (Inghilterra)

Articolo di Sabato 9 Marzo 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di Rovigo.News