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POLITICA BADIA POLESINE (ROVIGO)

Sarà un punto d’ascolto più che una sede

“Punto di ascolto” come viene definito dal commissario Fabrizio Bonin è l’ufficio della Lega inaugurato qualche giorno fa dal ministro Erika Stefani e dal sottosegretario Massimo Bitonci

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BADIA POLESINE (ROVIGO) – In merito all’inaugurazione dell’Ufficio territoriale dell’onorevole Antonietta Giacometti di sabato scorso che ha visto, fra gli altri, l’intervento del ministro degli Affari regionali e delle Autonomie, Erika Stefani e del sottosegretario Bitonci (LEGGI ARTICOLO), è intervenuto il Commissario del partito leghista in Badia Polesine, Fabrizio Bonin per alcune precisazioni in merito alle notizie apparse sui media. “Innanzitutto - ha dichiarato Bonin - l’ufficio non è la sede della Lega ma “punto di ascolto” voluto dall’onorevole Giacometti per rafforzare il suo legame col territorio e permettere a tutti coloro che ne avvertano la necessità e non solo gli iscritti di dialogare. A scanso di equivoci, ci tengo a precisare che l’ufficio è stato interamente finanziato dall’onorevole Antonietta e dal partito e non ha beneficiato di alcun finanziamento da parte dell’amministrazione comunale”. 

Nulla a che vedere, pertanto, con la nuova pista ciclopedonale di via Migliorini e col riferimento al lascito di Benatti, anche se al taglio del nastro con le autorità civili e religiose c’era l’importante presenza del ministro Erika Stefani.

Più interessanti delle polemiche pare siano state le dichiarazioni raccolte dal sottosegretario al Mef (ministero dell'Economia e delle Finanze) Massimo Bitonci. Il sottosegretario ha dichiarato di escludere qualsiasi crisi di governo a causa del Tav, nonostante le diverse opinioni sull’opera col Movimento 5 stelleNon solo ma, grazie al contratto di governo in essere ha sottolineato che molto è stato già fatto: “quota 100”, “reddito di cittadinanza” (inizialmente osteggiato dalla Lega ma ora declinato come una misura per lo sviluppo attraverso la ripresa dei consumi) e “la legittima difesa.  “Sono convinto - ha detto il sottosegretario - che alla fine i due vicepremier troveranno una soluzione, anche perché molto c’è ancora da fare per il Paese. La Lega non è di destra né di sinistra ma è un movimento che sa stare vicino alla gente e ne intercetta le istanze reali, come ha dimostrato il recentissimo adeguamento del prezzo del latte per gli allevatori sardi”. Forte della propria esperienza di sindaco e memore di quel che gli è successo a Padova quando in una notte gli alleati di Forza Italia lo silurarono con improbabili alleanze di sinistra, Massimo Bitonci si è spinto a dire di sentirsi più vicino ai 5 stelle “almeno su alcuni argomenti” (forse riferendosi all’euroscetticismo e al controllo dell’immigrazione). Quindi ha concluso dicendo: “L’Italia, ha bisogno delle grandi opere ma, ancor più di aumentare le risorse ai sindaci, che il precedente governo ha sovraccaricato di attribuzioni senza le necessarie disponibilità finanziarie. Se vogliamo fare una politica keynesiana di sviluppo sull’esempio della Spagna, ripartiamo dagli enti locali e dai progetti già pronti per i quali è stata erogata una prima tranche di 400 milioni destinati alle scuole e alle infrastrutture”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Lunedì 11 Marzo 2019

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