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CULTURA E POESIA BADIA POLESINE

Il premio “Versi in Abbazia” fa il pieno di iscritti: oltre 200

Grande successo per la prima edizione del concorso nazionale badiese dedicato alla memoria di Clemente Quaglio e promosso dal comitato biblioteca “Bronziero” in collaborazione con l’assessorato alla cultura del comune di Giovanni Rossi

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BADIA POLESINE (ROVIGO) - È stato un successo di partecipazione oltre le aspettative: 222 poeti partecipanti con 290 poesie il concorso nazionale “Versi in abbazia” promosso dal comitato biblioteca “Bronziero” in collaborazione con l’assessorato alla cultura del comune di Badia Polesine e con il patrocinio della Provincia di Rovigo.

È la prima edizione, ovvero la prima volta che a Badia Polesine viene presentato un concorso nazionale di poesia, scelto per radicare il concorso al territorio badiese. L’idea nasce da Eugenia Nardone, componente del comitato, avvocato di professione con la passione della poesia e la partecipazione agli eventi dedicati alla poesia e i vari riconoscimenti ottenuti hanno fatto sì che Eugenia abbia maturato l’idea di promuovere a Badia un evento riconosciuto di valore da parte di tutto il gruppo e dell’assessore alla Cultura, Valeria Targa.

Domenica 24 marzo alle 16 nella sala Soffiantini in abbazia della Vangadizza si celebrerà la cerimonia di consegna dei premi; saranno sei: tre per la sezione poeti adulti e tre per gli under 21. Verranno anche consegnati attestati di partecipazione ad enti ed istituzioni e menzioni speciali. La provenienza dei candidati ha coinvolto un vasto territorio interregionale: Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e alcune provenienti dal Sud Italia.

Sarà arduo il lavoro dei cinque giurati che dovranno valutare e premiare tra i numerosi elaborati presentati, di notevole qualità contenutistica e stilistica: sia le poesie della sezione adulti sia quelle dei più giovani si distinguono in particolare per la scelta delle tematiche: intime, sincere ma anche su questioni forti e di attualità.

La giuria riunisce personalità differenti sia per età sia per esperienze di vita e professionali: ciascuno è riuscito a dare il proprio contributo con l’obiettivo di premiare i più meritevoli e con la speranza di trasmettere anche al pubblico, attraverso le poesie scelte, le stesse emozioni provate leggendo tutti gli elaborati in gara.

Il premio è dedicato ad un illustre badiese, Clemente Quaglio. Questi nasce a Villa D’Adige il 7 giugno 1872 da Antonio Florindo e Paola Visentin. All’età di 16 anni nel 1888 emigra in Brasile assieme ai genitori e ai fratelli più piccoli Benvenuta, Dionisia, Zaccaria, Luigi Virginio e Quirino, stabilendosi nella città di Serra Negra nello stato di San Paolo. Intellettuale autodidatta, senza titoli accademici, nel 1895 Quaglio fu nominato insegnante primario dopo gli esami d’ingresso all’insegnamento pubblico. 

Dopo avere accettato nel 1891 la naturalizzazione brasiliana, nei primi anni del XX secolo esce dall’anonimato dando inizio nel 1909 ad uno dei primi uffici di formazione antropologica e di psicologia sperimentale in Brasile, influenzato dall’educatore italiano Ugo Pizzoli contemporaneo di Maria Montessori, promuovendo studi analitici sull’infanzia, specialmente nello studio di esperienze senso/motorie. 

Il laboratorio da lui creato venne incorporato nella facoltà di filosofia, scienze e lettere dell’università di San Paolo. Quaglio rimase alla guida dell’ufficio fino al 1930, anno del suo pensionamento e subito dopo iniziò a girare l’Europa divulgando così nel mondo della scienza e della psiche il suo nome affermato e rispettato. Il pedagogo di origine badiese, parlava correttamente nove lingue straniere, tra cui italiano, portoghese, spagnolo, tedesco, inglese, esperanto, teneva conferenze in lingua corrente in varie capitali culturali straniere.

Direttore dell’istituto italo-brasiliano di alta cultura di San Paolo, titolare di cattedra universitaria, membro onorario della biblioteca partenopea di storia, scienza, letteratura e arte “Ernesto Palumbo” di Napoli, ha ricevuto il titolo di grande ufficiale dell’Ordine militare di Santa Brigida di Svezia in Italia.

Il professore Clemente Quaglio morì il 16 maggio 1948 a San Paolo, lasciando oltre 50 pubblicazioni scientifiche. Dieci anni dopo la sua morte il governatore brasiliano dell’epoca, Janio Quadros firmò il decreto che diede il nome di ”Escola Estadual Professor Clemente Quaglio” ad una scuola statale superiore a tempo pieno nella città di San Paolo, ancor oggi pienamente attiva. Nel 2002 il professore Carlo Trombetta, allora docente universitario di psicologia dell’educazione e pedagogia a “La Sapienza” di Roma in una sua nota pubblicazione, non esita a citare Clemente Quaglio come uno dei più validi sostenitori della pedagogia. 

Articolo di Martedì 12 Marzo 2019

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