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SCUOLA ADRIA (ROVIGO)

Tre classi del Colombo in visita al museo della psichiatria 

Prosegue il percorso di aggiornamento di qualifica all’istituto Colombo. Formante visita al museo della storia della psichiatria "San Lazzaro" di Reggio Emilia

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ADRIA (RO) - Sta proseguendo con successo il corso serale al Colombo di Adria. Il 30 gennaio del 2019  è stata organizzata un'uscita didattica organizzata dall'istituto presso il museo della psichiatria "San Lazzaro" di Reggio Emilia. A questa uscita hanno partecipato 3 classi dell’indirizzo Sociosanitario: 5B e 4B diurno e il secondo e terzo periodo del corso serale; accompagnate dalle insegnanti Sara Pizzardo, Loretta Previato e Morena Berton rispettivamente insegnate di psicologia, francese e metodologie operative.

Il Museo di storia della psichiatria, contiene una collezione di oggetti utilizzati nell'ospedale psichiatrico San Lazzaro, raccolta a partire dal 1875 dallo psichiatra Carlo Livi e conservata in uno dei padiglioni dell'ex ospedale

Il padiglione in cui è ospitato il museo venne inizialmente costruito nel 1891 per ospitare malati cronici tranquilli e poi trasformato per ospitare i prosciolti, a seguito delle disposizioni della legge 14 febbraio 1904 n. 36, intitolato al criminologo Cesare Lombroso. I pazienti che venivano ricoverati all'interno dell'ospedale erano suddivisi per "fasce", in base alla classe sociale. Fino al 1871 non esistevano cartelle cliniche. Successivamente venne istituita la Modula, carta che conteneva le informazioni sul paziente sia personali che mediche. Lo stabile venne abbandonato a partire dagli anni settanta e ospita il museo dal 2011. L'ospedale psichiatrico era composto da vari padiglioni, ora adibiti a scuole.

Il museo oggi contiene: oggetti di contenzione in uso nel XIX secolo, strumenti utilizzati per la terapia e la riabilitazione, anche per problemi fisici, come apparecchi per idroterapia o diatermia, strumenti dei laboratori scientifici, strumenti per terapia elettro convulsivante, oggetti d'uso quotidiano, creazioni artistiche dei ricoverati, compresi graffiti sui muri dell'edificio, installazioni multimediali. 

Durante la visita gli studenti hanno avuto il piacere di incontrare e ascoltare le testimonianze di due pazienti affetti da schizofrenia e depressione. Hanno raccontato la comparsa della malattia, il percorso medico, emotivo, famigliare e sociale che hanno dovuto affrontare. Ora questi uomini, nonostante le loro difficoltà, hanno avuto la forza di rimettersi in gioco con il supporto di alcune figure professionali che li hanno indirizzati a diventare dei facilitatori sociali, cioè persone che raccontano la storia della loro malattia alle persone malate e non. Inoltre oggi, questi due uomini gestiscono con altri ragazzi un'emittente radiofonica (Radio Tab). 

 “L’uscita didattica è stata sicuramente un'esperienza importante - ammette Sabina operatrice socio sanitaria che frequenta il corso serale - che ho potuto condividere insieme a mia figlia Chiara che frequenta la classe 4B del diurno. Devo dire che aver condiviso quest'esperienza con lei è stato particolarmente importante e significativo”. 

Articolo di Martedì 12 Marzo 2019

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