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#elezioniROVIGO2019

"Ringrazio Corazzari, Amidei e Cortelazzo, ma non farò il candidato sindaco di Rovigo"

Dopo Lucio Taschin e Valeria Cittadin, la Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia ricevono un nuovo No da parte di un candidato sindaco dal curriculum esemplare: l'ex primario e dirigente medico Emilio Ramazzina

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Rovigo - Emilio Ramazzina non cede alle lusinghe ed annuncia il suo rifiuto alla richiesta di correre da primo cittadino per la Lega ed il centrodestra unito alle prossime elezioni amministrative del 26 maggio a Rovigo.

"Avevo ritenuto incompatibile e poco opportuna, vista la mia carriera professionale, già dal 2004, la mia attività politica che mi ha visto impegnato tra le fila di Alleanza Nazionale, con l'allora assessore regionale Isi Coppola, e probabilmente la notizia del mio pensionamento a maggio del 2018 (LEGGI ARTICOLO) ha acceso la "lampadina" di un mio possibile ritorno alla politica attiva - commenta il conosciutissimo medico di Rovigo Emilio Ramazzina che aggiunge - una graditissima attestazione di stima, che ho apprezzato, ma ho declinato dopo una attenta riflessione di qualche giorno".

Ha comunicato personalmente questa sera al commissario della Lega di Rovigo Cristiano Corazzari, così come all'ex senatore di Fratelli d'Italia Bartolomeo Amidei ed al deputato di Forza Italia Piergiorgio Cortelazzo la decisione di non accettare la candidatura a sindaco. I motivi del rifiuto, vista la qualità del profilo di Ramazzina, sono da ricercare in una stagione non proprio ottimale per fare politica.

"Ho lavorato come medico, ho fatto il primario ed ho fatto il dirigente medico. Ho acquisito in 40 anni di lavoro nel campo sanitario conoscenze e competenze che oltre alla medicina afferiscono alla gestione, dagli aspetti finanziari legati alla spesa, a quelli del personale, a quelli relativi allo sviluppo futuro. Ebbene, mi sono accorto che così come è accaduto al collega medico Bruno Piva prima, poi all'ex sindaco appena decaduto, per fare politica oggi serve una dose di equilibrismo e di mediazione che probabilmente non mi compete. Ho imparato ad assumermi responsabilità, fare scelte, portare avanti progetti, in ambiente medico, nella politica di oggi, a Rovigo, registro una difficoltà nel trasferire le mie capacità manageriali con la necessità del confronto politico finalizzato a preservare i delicati equilibri che tengono unita la maggioranza".

Ramazzina, in maniera garbata fa intendere che non gradirebbe affatto essere tirato per la giacchetta, anzi, lui sarebbe pronto ad una situazione, magari meno equilibristica, dove l'indirizzo da seguire arriva da una voce sola. Inevitabile pensare altrimenti per un medico che ha saputo conquistarsi la fiducia ed il rispetto dei colleghi, e dei collaboratori.
Da primario prima, da dirigente dell'area medica di tutto l'ospedale poi, Ramazzina è stato per anni abituato a dirigere, ad indirizzare, non certo a mediare o fare compromessi, per evitare ricatti o ritorsioni all'interno della sua stessa maggioranza.

Ramazzina sottolinea come il suo rifiuto non compromette affatto l'ottimo rapporto che ha con la città di Rovigo ed i suoi cittadini, potrà essere, come lo fu da consigliere provinciale nel 2000, propositivo, ma non lo sarà da protagonista con la fascia tricolore al petto.
Articolo di Martedì 12 Marzo 2019

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