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TRIBUNALE VENEZIA

Risarcita dopo essere nata tetraplegica: le assicurazioni chiedono i soldi indietro

Il caso di Eleonora Gavazzeni sembrava chiuso, aveva scosso Rovigo e l’Italia intera, invece in Appello la difesa delle compagnie assicurative tenta il tutto per tutto

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ROVIGO - Il teorema è cinicamente e drammaticamente semplice: poiché la piccola Eleonora è destinata a non “godere” di tutto il risarcimento ottenuto, vista la limitata aspettativa di vita, dovrebbe restituirne una parte. 

Am Trust Europe Limited e I Lloyd's sono state chiamate a versare 5,1 milioni di Euro all’Ulss 5 Polesana (LEGGI ARTICOLO), somma destinata secondo la sentenza del Giudice di Rovigo a titolo di risarcimento per la famiglia Gavazzeni. 

Un caso che ha scosso Rovigo e l’Italia intera. La piccola Eleonora il 3 dicembre del 2008 nacque tetraplegica, secondo il Tribunale ci fu una responsabilità, 5 milioni e 100 mila euro l’indennizzo immediatamente esecutivo. Le Iene, la trasmissione di Italia 1, ha portato alla luce il mancato risarcimento alla famiglia, pur essendo in presenza di una sentenza  (LEGGI ARTICOLO). Un caso esploso ed arrivato fino in Parlamento. Il clamore mediatico aveva accelerato la fase di liquidazione (LEGGI ARTICOLO), ma da Venezia arriva una notizia che genererà lo stesso clamore.

In Appello la difesa delle assicurazioni ha prodotto una consulenza che certifica l’aspettativa di vita della piccola Eleonora, chiedendo la riduzione dell’indennizzo, ovvero la restituzione di una parte del denaro già versato dall’Ulss 5 Polesana.

A parlare per la famiglia Gavazzeni, evidentemente sconvolta già di suo per il dramma che sta vivendo da undici anni, l’avvocato Mario Cicchetti “La richiesta delle assicurazioni non ha un senso giuridico perchè sostengono che Eleonora vivrà tra i 10 e 20 anni, ovvero al massimo altri nove anni. Una richiesta che non ha senso, giuridicamente è priva di pregio giuridico, come tutti sanno, il Codice Civile impedisce di produrre nuovi documenti in Appello”.

Procedimento che vivrà una nuova puntata in Cassazione in sede penale il 29 marzo prossimo. 

Articolo di Mercoledì 13 Marzo 2019

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