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ECONOMIA E POLITICA

Oltre la Lega, quale futuro possibile?

Il 14 marzo alle 21 in “casa del poeta Marino Marin” si terrà un incontro con il giornalista Giuliano Ramazzina, autore di “Nordexit” e gli esponenti del movimento Italia in comune

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ADRIA (RO) - L’incontro promosso dal movimento Italia in comune il 14 marzo alle 21 a casa Marino Marin in Riviera Cesare Battisti ad Adria vuole parlare del futuro del nordest ed in particolare del progetto di autonomia diffusa, oltre che presentare il libro del giornalista Giuliano Ramazzina intitolato “Nordexit- la fine di un mito economico al tempo della Lega padrona”

Oltre all'autore saranno presenti Patrizia Bartelle, consigliera regionale ed Ivaldo Vernelli, ex consigliere comunale di Rovigo, entrambi esponenti di Italia in comune, movimento che fa capo al sindaco di Parma Federico Pizzarotti.
“Leggere i brevi capitoli di questo nuovo libro di Giuliano Ramazzina” scrive il politologo Paolo Feltrin nella prefazione “è un’esperienza straniante, a volte dolorosa, perché si ha sempre l’impressione di percorrere la strada che porta all’inferno, sempre piena di buone intenzioni, che vengono sistematicamente travolte dal gioco degli interessi, convergenti e inflazionistici, oppure dal gioco dei veti contrapposti e paralizzanti”.

Dove va il nordest? Una cosa è certa: è finito un mito economico, ma qualcosa resta di futuribile, mentre la politica definisce una macro filiera di potere leghista che dal Veneto passa per il Friuli Venezia Giulia ed il Trentino per arrivare alla Lombardia. Sono morte le piccole imprese che non hanno saputo innovare. Adesso l'ossatura economica è costituita da grandi imprese artigiane ipertecnologiche, forze emergenti di un capitalismo intermedio perché denota ciò che sta in mezzo ai processi di polarizzazione, un capitalismo né liquido, con i suoi algoritmi, né rigido e centralizzato; ora la politica deve misurarsi con questa nuova realtà.

Va ricordato infine, a proposito di autonomia, che il Polesine, forse per atavica diffidenza, ha bocciato il referendum voluto da Zaia. Rifiuto di essere Leghisti a tutto tondo oppure una primordiale, istintiva avversione per una maggiore autonomia dei "paroni", che da casa loro vogliono comandare anche a casa nostra? Del resto, i polesani hanno sempre subito una dominante.
Articolo di Mercoledì 13 Marzo 2019

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