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LIBRO POLESELLA (ROVIGO)

Dagli aironi alle zanzare: l’alfabeto del Delta del Po

Giovedì 14 marzo sarà presentato il volume scritto da Diego Crivellari che narra degli autori e dei capolavori a volte dimenticati di chi è transitato tra le terre polesane

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POLESELLA (ROVIGO) - Procedono gli incontri della rassegna letteraria "La Magia delle parole" organizzata dal Comune di Polesella in collaborazione con la biblioteca comunale e che è stata inaugurata giovedì 7 marzo con la presentazione del libro di Roberta Sorgato, “Anima e dintorni”. 

Giovedì 14 marzo alle 21, sempre nella sala consiliare del municipio di Polesella, si terrà l'incontro con Diego Crivellari, autore del volume, “Scrittori e mito del Delta del Po, un dizionario sentimentale”, edito da Apogeo. 

Dalla A di aironi alla Z di zanzare, ogni singola voce di questo eterodosso dizionario può essere letta come un capitolo a sé stante, affrontata come una narrazione autonoma e, ad un tempo, strettamente correlata alle altre, attraverso rimandi e collegamenti più o meno diretti, non sempre lineari e non sempre espliciti. 

Si potranno trovare in queste pagine le tracce di autori e capolavori, talvolta ingiustamente dimenticati, della nostra letteratura, diari di viaggio, racconti, appunti, cronache e forse pure imprese letterariamente meno memorabili. Il tutto è il risultato di un’esplorazione condotta sui testi, che segue e riprende l’estro di letterati e scrittori che, specialmente in età contemporanea, hanno variamente scritto nel Delta e sul Delta, nella sua unicità, nella sua accezione vera e più ampia, di storica area di confine e di scambio, di cerniera tra Veneto ed Emilia, tra culture e presenze diverse e complementari. 

Vi troviamo due fondamentali tipi di scrittori e di scopritori del Delta, riferita soprattutto ai vari diari di viaggio, ai resoconti e ai reportage originali che sono presenti in queste pagine: quella tra i camminatori e i navigatori, autori distinti naturalmente a seconda della modalità privilegiata, da loro utilizzata per visitare e conoscere il territorio. Ecco, allora, i navigatori, totali o parziali, come Rumiz, Rea, Zamboni e Brondi, ma anche Zavattini e i camminatori, gli uomini dell’argine e della pianura, radicati al suolo, come Conti, Celati, Permunian. Per molti di questi autori, di un tipo o dell’altro, si potrebbe dire che la scrittura è l’esito di un precario equilibrio tra terre e acque, spesso inconcluso, è la strenua ricerca di un compromesso esistenziale tra paesaggi interiori e paesaggi esteriori.

Articolo di Mercoledì 13 Marzo 2019

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