Condividi la notizia

PANATHLON ROVIGO

Il marziano della maratona estrema 

Grande successo ed interesse per il Paolo Venturini day che ha raccontato le sue imprese sportive al limite dell’impossibile al Liceo Paleocapa, in Accademia dei Concordi e nella conviviale del service rodigino

0
Succede a:

ROVIGO - E’ l’ambasciatore della Polizia di Stato nel Mondo, e così ama definirsi Paolo Venturini. Imprese al limite del possibile, un curriculum sportivo fuori dal comune per l’atleta delle Fiamme Oro che giovedì 14 marzo in città ha avuto tre appuntamenti importanti.

Il Sovraintendente della Polizia di Stato, in servizio presso il secondo reparto Mobile di Padova, ha prima incontrato gli studenti presso Auditorium del Liceo Scientifico “P.Paleocapa”, in collaborazione con Ufficio Scolastico di Rovigo, poi in Accademia dei Concordi i cittadini e gli sportivi, in serata convivale al Panathlon all’Hotel Cristallo ospite del presidente Gianpaolo Milan.  Alla conviviale gradita presenza del vicario del Questore di Rovigo, Santi Allegra, anch’egli podista, e di Andrea Dissette di Rovigobanca che ha ricordato l’imminente quinta edizione della Rovigo Half Marathon che si terrà il 14 aprile prossimo. Durante la serata sono stati presentati anche due nuovi soci del Panathlon di Rovigo.  Pattinaggio, atletica, pugilato, per l’avvocato Michele Brusaferro un curriculum lungo che lo ha portato fino alla medaglia d’argento ai campionati nazionali di Gym boxe, canoa olimpica e canoa polo (in A1 e nazionale), rugby giovanile e podismo per Simone Turri fondatore di Acquathlon.

Ma era il Paolo Venturini day, un maxi evento organizzato dal Panathlon, dal Circolo di Rovigo presieduto da Paolo Avezzù, dal presidente di Run-It Cinzia Sivier e dalla Uisp con la collaborazione di Associazione Vivirovigo, Rete Solidale e Culturale e Circolo Arti decorative di Rovigo.

Paolo Venturini è l’unico maratoneta al mondo capace di correre per 75 chilometri attraverso il luogo più caldo della terra in Iran, e ad una temperatura di meno 52 gradi nella Siberia orientale da Tomtor ad Oymyakon un anno e mezzo dopo. Ha cominciato con le due ruote, infatti oltre ad essere allenatore della federazione italiana di atletica leggera, è maestro di mountain bike della federazione ciclistica italiana. 

La  “Monster Frozen”, così è stata definita, è stato come una passeggiata sullo Spazio, “Non esiste materiale tecnico in commercio per correre a queste temperature - ha spiegato Paolo  Venturini - come anche le macchine fotografiche e le videocamere, le batterie al freddo si esauriscono subito, figurarsi a -52 gradi. Per i telefoni il problema è ancora più evidente, gli operatori hanno dovuto fare i salti mortali per testimoniare l’impresa”. Un clima rigido che farebbe morire assiderato una persona normale in tre minuti, Paolo  Venturini ci ha corso. Una sfida anche contro la scienza, lungo il tracciato un mezzo della Protezione civile, e sul polso una vera a propria stazione radio che inviava dati in tempo reale ai medici dell’università di Padova che monitoravano Venturini durante la cosa, a bordo di un secondo mezzo. 

Una allenamento estenuante prima dell’impresa “Abbiamo cercato di riprodurre il freddo a cui andavamo incontro - ha spiegato Venturini - ma non esiste. Le automobili in Siberia rimangono accese da ottobre a marzo, altrimenti i motori si distruggono. La bandiera italiana che ho baciato e firmata con tutti i dati dell’impresa all’arrivo, e il cappellino delle Fiamme Oro, sono in esposizione in Jacuzia, me lo ha chiesto il Governo per il museo di storia Nazionale della Repubblica”. Un’impresa mostruosa, prima di partire per la Jacuzia per un allenamento preventivo, aveva testato alcuni materiali in una cella frigorifera, ha corso con 10 chili in più rispetto al caldo torrido dell’Iran, e per un runner non è semplice. Infatti Venturini ha dovuto aumentare la massa muscolare per supportare una vestizione inusuale e super tecnologica, con una maschera da lui creata per combattere i -50 gradi e un tasso di umidità del 40 per cento. “Si suda anche a quelle temperature - ha spiegato Venturini - il problema è che poi il sudore e il vapore acqueo si ghiacciano all’istante, quando sono arrivato al traguardo avevo la testa bloccata”.

Un avventuriero dello Sport, sulle due ruote in Africa la prima esperienza, sulle sponde del lago Vittoria poi Madagascar, Nuova Zelanda e ancora Australia. Nel 2000 17 ore no-stop per 530 chilometri unendo Roma a Padova, poi nel 2014 il progetto “Maximum Quota” dove Paolo Venturini corre per 231 chilometri andando dal livello del mare a una quota di 5500 metri, ai piedi de vulcano Chimborazo. 

Maximum Temperatus”, Iran 2017 (il posto più caldo della terra dove si raggiungono anche i 70 gradi) e  “Monster Frozen”, Siberia 2018, il valore dello sport oltre ogni limite, il poliziotto è l’emblema e un esempio per tutti i giovani. A 51 anni l’atleta delle Fiamme Oro è senza ombra di dubbio l’ambasciatore della Polizia di Stato nel Mondo.  

 

 

 

 

Articolo di Venerdì 15 Marzo 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Sport

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it