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ROVIGO E I RODIGINI

Il carnevale della politica, dopo coltelli e ghigliottina spunta la “voglia” di correre assieme

Roberto Magaraggia fotografa la corsa al carro che possa caricare i politici che fino all’altro giorno si scannavano. “Ennesimo stordimento alla cittadinanza”

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ROVIGO - Un po’ di anni fa, in centro a Rovigheto, quando si potevano ancora parcheggiare le automobili in piazza Vittorio Emanuele, c’era un estroverso, eccentrico e simpatico gestore di un bar che, dopo anni di matrimonio, probabilmente per ravvivare la sua spenta o altalenante libido, la sera, abbassata la saracinesca, caricava sua moglie in auto per raggiungere Ferrara. Giunti nella città estense, la faceva scendere su uno dei marciapiedi allora frequentati dalle belle di notte, per poi riavvicinarsi con l’auto e, abbassato il finestrino, contrattare il prezzo per una prestazione sessuale. Questa spregiudicata azione probabilmente lo eccitava, tanto da vivificare un ménage stanco e appassito, a volte tipico del matrimonio. Riaccendendolo e portandolo al godimento, senza cambiare e tradire la partner. La sceneggiata familiare era semplice. Consisteva nello scaricare e poi ricaricare la stessa persona, cambiando però ambiente. Una strategia utile ed eccitante, tanto da permettergli di poter consumare poi l’atto virile. 

Questo aneddoto, che i piazzarotti di Rovigo ricorderanno, mi è tornato alla mente osservando l’impazzimento che sta coinvolgendo la partitocrazia rovigotta. Infatti, dopo aver ghigliottinato il sindaco Bergamin, molti degli “assassini“ o mandanti, con le mani ancora lorde di sangue, si stanno per riabbracciare nel tentativo storico di salvarsi. Uccidere una persona è un delitto, massacrare una città un evento storico. Stanchi di mandarsi affan...tramite i giornali, hanno compreso che il tempo stringe. Non potendo spostare la data delle elezioni amministrative del 26 maggio, sotterrati i lunghi coltelli si attrezzano per spartirsi le lunghe forchette. Ecco che, a carnevale mai celebrato e oramai terminato, riapparire i personaggi di sempre, seppur travestiti con nuove maschere ma ben riconoscibili, correre trafelati in cerca di un carro o carroccio disponibile in grado di poterli caricare o ricaricare. 

La convinzione è che in mezzo alla baraonda, tra frizzi e lazzi, si cancellino gli scazzi. Così, fra trombette e tromboni, si tenterà l’ennesimo stordimento alla cittadinanza. Esponendosi e addirittura bussando, dopo quattro anni senza mai essersi fatti vivi prima, alle porte delle famiglie in giro per la città e le sempre dimenticate frazioni.                                                                    

Roberto Magaraggia 
Civica Rovigo

Articolo di Venerdì 15 Marzo 2019

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