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CORTE D’APPELLO VENEZIA

"Campagna disinformativa che tenta di condizionare i giudizi" 

Intervento dell’avvocato Riccardo Venturi sulla questione del caso di Eleonora Gavazzeni e della richiesta dei legali delle assicurazione che richiedono la riquantificazione del danno

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ROVIGO - Difendo la dottoressa Cristina Dibello nel procedimento penale che verrà discusso avanti la Corte di Cassazione il 29 marzo prossimo, nonché nella causa civile avanti la Corte d’Appello di Venezia, la cui prima udienza si è tenuta il 13 marzo, scatenando una reazione mediatica isterica, orchestrata dal legale di una delle parti (LEGGI ARTICOLO) 
Evidentemente, ai media non basta demolire sentenze (Bologna e Genova), additandone i giudici al pubblico ludibrio, pur non conoscendo i processi: ora, l’informazione avalla anche i tentativi di condizionare sentenze non emesse, dando voce al pre-giudizio, proveniente da un solo interessato.
Ricordo che il Tribunale civile di Rovigo ha condannato nel settembre 2018 le due ginecologhe coinvolte e l’Azienda sanitaria locale di Rovigo, quindi le due compagnie assicurative, a risarcire i danni subiti da Eleonora e dalla madre di questa, liquidando in loro favore somma superiore ai 5 milioni di euro, che è stata poi effettivamente versata alle aventi diritto nel mese di gennaio 2019: avanti la Corte d’Appello civile, oggi, si ri-discute integralmente tanto la responsabilità delle dottoresse e dell’Azienda, quanto la quantificazione dei danni… a ragione o a torto - senza entrare nel merito delle criticità tecnico giuridiche, per ovvie ragioni - riteniamo che la sentenza di condanna del Tribunale di Rovigo sia errata e che, comunque, la cifra liquidata in favore della minore e della madre sia eccessiva, per molteplici motivi. 
Sulla quantificazione del danno, vale la pena di ricordare che la domanda iniziale di risarcimento per madre e figlia superava i 30 milioni di euro: come si vede, il Tribunale di Rovigo ha ridotto di molto le loro pretese, ma le danneggiate non hanno proposto impugnazione, sul punto… e ciò, dovrebbe indurre tutti a maggior prudenza. 
 
Potrà infastidire, ma le due ginecologhe, l’azienda sanitaria e persino le assicurazioni hanno il diritto, costituzionalmente garantito, di impugnare le sentenze per loro pregiudizievoli - al pari dei danneggiati - e nessun organo d’informazione può permettersi di censurare scompostamente l’esercizio legittimo di questo diritto, sulla base di obiezioni strumentali, provenienti esclusivamente dai nostri avversari in questa causa d’appello, come è avvenuto in questi giorni: l’effetto di una simile grancassa mediatica è inaccettabile e si traduce in una grave compromissione dei nostri diritti di difesa, tendendo a legittimare l’influenza sul giudizio di una sorta di “sollevazione popolare”. 
Per noi, è vero invece che ciascuno ha il diritto di contestare la propria responsabilità in questa vicenda e di chiedere che il danno venga quantificato con esattezza, usando gli strumenti d’impugnazione previsti dalla legge: nel fare questo, è lecito e non eticamente sconveniente che si affronti rigorosamente – tra gli altri – anche il delicato tema dell’aspettativa di vita della minore, poiché è consentito mettere in discussione la decisione del Tribunale di Rovigo, nella parte in cui ha attribuito alla minore un’aspettativa di vita di ottant’anni, su base presuntiva: e l’avversario non può ergersi a giudice, bollando gli appelli altrui come inammissibili, o addirittura come immorali.
Si tratta dunque di una campagna disinformativa strumentale, ingiustificata e non utile, se non nell’ottica di un tentativo di condizionare i giudizi: la dottoressa Dibello non ha mai tenuto alcun comportamento inappropriato, non ha perso tempo per ritardare i processi e non si è sottratta – non si sottrae - alle proprie eventuali responsabilità… e questo massacro viene rilanciato proprio mentre i processi giungono a conclusione, senza alcuna necessità di pressione mediatica. 
Lasciate che i Giudici decidano liberamente, senza tirarli per la giacchetta a ogni udienza… 
Avvocato
 Riccardo Venturi
Articolo di Venerdì 15 Marzo 2019

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