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BADIA POLESINE (ROVIGO)

Scoppia la pace sui tigli di via Diodato Massimo

Gli esponenti ambientalisti Corrado Carone e Claudio Vallarini accolgono le tesi dell’assessore all’Ambiente Segantin sull’abbattimento delle piante che aveva causato tanto clamore nelle scorse settimane

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BADIA POLESINE (ROVIGO) - In relazione a quanto avvenuto in questi giorni a Badia Polesine (LEGGI ARTICOLO), i due esponenti ambientalisti Corrado Carone e Claudio Vallarini hanno rilasciato dichiarazioni improvvisamente concilianti che parrebbero porre fine alla telenovela sui tigli di via Diodato Massimo. “Ringraziamo l'assessore all’Ambiente Stefano Segantin e l’ufficio comunale Tutela ambiente in quanto hanno effettuato la perizia da noi richiesta prima di abbattere gli alberi malati” dichiarano i due firmatari. 

Anzi, hanno fatto di più, dichiarando che: “Non è corretto far ricadere la responsabilità sulla precarietà delle piante esclusivamente sull'assessore, poiché egli le ha ereditate da amministrazioni precedenti e, prima di lui, altri assessori hanno fatto di peggio, abbattendo piante sanissime (ad esempio i tigli di viale della Stazione abbattuti per far posto alle pensiline per gli autobus o delle biciclette)”. “L’assessore Segantin - proseguono i due ambientalisti - è sempre stato molto attento alle nostre richieste ogni qualvolta lo abbiamo interpellato e, recentemente, ha procurato diverse piante da frutto partecipando personalmente alla riforestazione della golena del Boscovecchio”. 

Quello che auspicano, invece, i firmatari è l’attenzione puntuale delle autorità competenti nei vari ambiti pubblici, a quanto enunciato dagli strumenti urbanistici demandati alla tutela del territorio, il Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) ed il Pat (Piano di assetto del territorio), che attraverso apposite e chiare norme tecniche di attuazione, identificano le peculiarità ambientali del nostro territorio quali corpi idrici, siepi, filari e viali e definiscono le modalità per la loro salvaguardia. Alcuni aspetti del nostro paesaggio, come ad esempio il viale di tigli in via Diodato Massimo o il lunghissimo filare di pioppo, salice ed acero nella strada del Morto al Boscovecchio, abbattuto nel settembre scorso, appartengono a questa categoria e sono protetti, anche se pochi lo sanno. 

Se ben accuditi possono costituire un valore aggiunto per Badia, non solamente dal punto di vista turistico, ma anche per la salute, poiché le piante producono ossigeno ed eliminano pericolose sostanze inquinanti che altrimenti verrebbero respirate. Qualora le piante fossero ammalate e dovessero essere abbattute, i due chiedono solo che al loro posto ne siano collocate di nuove. 

Dopo mesi di aspre polemiche sull’argomento, questo improvviso ammorbidirsi dei toni colpisce l’opinione pubblica. Molti si chiedono: sarà l’inizio di una nuova stagione di dialogo?

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Sabato 16 Marzo 2019

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