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RUGBY SEI NAZIONI 2019

Occasione gettata al vento, casella zero pesante da digerire 

Ennesima sconfitta dell’Italia, e non fa quasi più notizia. Una Francia mal ridotta è riuscita ad imporsi all’Olimpico 14-25

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ROMA - La lista nera si allunga e non si sa quando mai potrà essere interrotta. Se l'Italia non è riuscita a battere una Francia malmessa e in piena crisi di identità come quella vista all'Olimpico e in tutto questo Sei Nazioni è davvero difficile immaginare una squadra azzurra vittoriosa. Nel turno finale del torneo gli azzurri hanno incassato la 22° sconfitta consecutiva nel Sei Nazioni dove non vince dal 28 febbraio del 2015 (Scozia – Italia 19-22). Allora sulla panchina azzurra c'era Jacques Brunel, oggi CT malinconico dei transalpini che con la vittoria all'Olimpico hanno reso un po' meno brutto il loro pessimo Sei Nazioni. L'Italia ha dominato il match sul piano del possesso e del territorio, ma alla fine il risultato ha premiato i francesi. La squadra di O'Shea ha fatto tutto abbastanza bene ma è clamorosamente mancata nella fase più importante, quella dove il dominio esercitato deve trasformarsi in punti, che siano di piede o di mano. Sotto questo punto di vista l'Italia è stata un mezzo fallimento sbagliando facili penalty, non piazzandone altri e mancando mete che sembravano già fatte. 

La meta di Penaud che nel finale ha chiuso ogni discorso sul risultato può essere considerata una beffa e magari parlare di sfortuna, ma quando manchi tante occasioni, come hanno fatto gli azzurri, non puoi recriminare più di tanto e devi prendertela solo con te stesso. Quella con la Francia non può essere archiviata come la solita “sconfitta onorevole” sulla base del ridotto scarto del punteggio. Si tratta, invece, di una partita persa in malo modo che fa rumore quasi quanto la batosta rimediata una settimana fa a Twickenham contro la fortissima Inghilterra. Questa brutta Francia (quando mai capiterà di incontrarne un'altra così modesta?) era da rimandare a Parigi con le pive nel sacco chiudendo il torneo con una vittoria che quanto meno avrebbe fermato l'emorragia infinita di sconfitte. 

L'Italia di O'Shea ha dimostrato di riuscire a giocare più o meno bene, ma di non saper vincere. Una lacuna che a certi livelli non puoi permetterti. I troppi errori e la troppa frenesia hanno tolto efficacia agli attacchi azzurri arrivati tante volte a ridosso della meta francese, ma che hanno prodotto la miseria di una sola marcatura con Tebaldi. Delusione e rammarico per quello che poteva essere e non è stato, servono a poco e l'Italia manda in archivio un altro Sei Nazioni, il quarto di fila, senza vittorie. Il “cucchiaio di legno” resta a Roma e nell'anno dei mondiali in Giappone non è un bella prospettiva. La partita è iniziata con un buon ritmo e lunghe azioni da una parte e dall'altra quasi a presagire un match spettacolare e a viso aperto. E' stata, però, un'illusione perchè dopo poco il gioco si è incanalato su binari più scontati con diversi errori. 

Al 6' l'Italia si è portata in vantaggio con un facile penalty di Allan che si è ripetuto poco più tardi punendo il comportamento falloso dei francesi. Con le due squadre che si sono appoggiate sul gioco al piede per i loro avanzamenti è stato difficile vedere azioni interessanti. Al quarto d'ora, però, c'è stato un flash dei transalpini che hanno raccolto un innocuo pallone in mezzo al campo con Medard che ha innescato un contrattacco con il sostegno di Penaud che ha creato una situazione di vantaggio complice il ritardo nella chiusura della difesa italiana. L'ala dei “blues” ha trovato il sostegno all'interno di Dupont che è finito sotto i pali azzurri senza problemi. L'Italia ha reagito con vigore e al 23' è andata vicinissima alla marcatura con l'esordiente Zanon tradito da uno sfortunato rimpallo dell'ovale sul palo dopo un delizioso calcetto a seguire di Allan. La squadra di O'Shea è rimasta in attacco e ha ripetutamente cercato di sfondare la difesa avversaria con il pack senza riuscirci. In una circostanza anche il TMO ha dato torto agli avanti azzurri arrivati proprio sulla linea di meta ma senza toccare l'ovale a terra. Un'occasione sprecata per l'Italia che avrebbe meritato la marcatura. Nel finale di tempo gli azzurri sono nuovamente tornati alla carica nel tentativo di far breccia sul muro difensivo francese. 

Purtroppo agli assalti italiani è mancata la lucidità nel momento decisivo e gli attacchi, soprattutto quelli portati dal pack, non hanno portato nulla. Un avanzamento di Polledri al 38' sembrava l'azione vincente, ma poi i francesi hanno rimediato. Nella ripresa l'Italia ha subito ridotto lo svantaggio con un penalty di Allan, ma la risposta della Francia è stata immediata con un buco di Ntamack da mischia ordinata e allargamento all'esterno che ha fatto arrivare l'ovale a Huget per una comoda marcatura. Poco dopo gli azzurri potrebbero ridurre lo svantaggio con un altro piazzato ma Allan ha sbagliato i pali da facile posizione. Poco prima del quarto d'ora l'Italia, però, è nuovamente tornata in partita con una meta di Tebaldi che ha finalizzato una lunga azione a ridosso della linea francese. Il guizzo del mediano di mischia azzurro ha premiato la lunga pressione della squadra italiana, ma Allan ha fallito la trasformazione confermando una giornata non brillante dalla piazzola. Il match, però, è rimasto nelle mani della formazione azzurra che ha avuto lunghi tratti di possesso nella metà campo avversaria. 

La Francia si è dimostrata squadra cinica andando a segno con un penalty al 23' in una delle sue rare presenze in attacco. L'Italia ha continuato a produrre gioco, sia con il pack che con la linea arretrata, ma gli avanzamenti sono sempre stati modesti e molto faticosi. Al 25' il TMO ha negato giustamente una meta agli azzurri per un “in avanti” di Tebaldi mentre stava per oltrepassare la linea. Al 31' un fallo ripetuto del francese Camille Chat è stato punito con il cartellino giallo e per l'Italia si è creata l'opportunità per recuperare il piccolo svantaggio. Gli azzurri hanno rinunciato a piazzare un paio di possibili penalty andando a caccia della meta con le penaltouche, ma non è mai riuscita a sfondare il muro difensivo francese. Al 34' è sembrato che finalmente l'Italia fosse riuscita nell'impresa di segnare ma l'esordiente Zanon ha perso il controllo dell'ovale mentre cadeva in meta. Su questo errore la nazionale italiana si è spenta e al 38' Ntamack ha raccolto un calcio seguire per poi servire il liberissimo Penaud che ha messo il sigillo sul risultato finale a favore della Francia. Alla squadra di O'Shea rimane una grande delusione e la consapevolezza di aver sprecato una bella occasione. Forse, a furia di perdere, l'Italia non sa più vincere. Zero vittorie anche in questo Sei Nazioni.

Roberto Roversi

Roma, Stadio Olimpico – sabato 16 marzo, ore 13.30
Guinness 6 Nazioni, V giornata 

Italia v Francia 14-25 (6-10)
Marcatori: p.t. 6’ cp Allan (3-0), 11’ cp Allan (6-0), 16’ m. Dupont tr Ntamack (6-7), 20’ cp Ntamack (6-10); s.t. 43’cp Allan (9-10), 46 m. Huget tr Ntamack (9-17), 54’ m. Tebaldi (14-17), 63’ drop Ntamack (14-20), 78’ m. Penaud (14-25)
Italia: Hayward; Padovani, Zanon, Morisi, Esposito (68’ Sperandio); Allan, Tebaldi; Parisse (c), Polledri, Steyn (63’ Negri); Ruzza, Sisi (59’ Zanni); Pasquali (45’ Ferrari), Ghiraldini (57’ Bigi), Lovotti (68’ Traore’)
All. O’Shea

Francia: Medard; Penaud, Bastareaud, Doumayrou, Huget (69’ Ramos); Ntamack, Dupont (56’ Serin); Picamoles, Camara (75’ Aldegheri), Alldritt (57’ Iturria); Willemse (60’ Gabrillagues), Lambey; Bamba, Guirado (cap) (18’ Chat), Falgoux (65’ Priso)
All. Brunel

Arb. Carley (Inghilterra)
Assistenti: Owens (Galles), Brace (Irlanda)
TMO: Hughes (Inghilterra)
Calciatori: Tommaso Allan (Italia) 3/5, Romain Ntamack (Francia) 3/4
Cartellini: al 72’ cartellino giallo a Camille Chat (Francia)
Note: Spettatori presenti 48820.
Punti conquistati in classifica: Italia 0 – Francia 4
Man of The Match: Sergio Parisse (Italia)

 

Articolo di Sabato 16 Marzo 2019

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