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USURA ROVIGO

Atteso nelle prossime ore l’interrogatorio di garanzia per Rubens Pizzo

Il noto re della movida è stato arrestato sabato 16 marzo. I Carabinieri stanno scandagliando le varie utenze telefoniche e supporti informatici sequestrati 

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ROVIGO - Un senso di vergogna, è questo il sostanziale motivo per cui spesso le vittime non denunciano. Chi subisce un furto si sente impotente, chi invece sta per perdere l’azienda, in un periodo di crisi, le tenta tutte. Quando le banche chiudono i rubinetti, e qui si dovrebbe aprire un capitolo a parte, perchè troppo spesso gli istituti di credito chiudono un occhio per chi è maggiormente esposto, ma sono inflessibili con i piccoli commercianti, non restano che due strade: la chiusura e il fallimento, oppure la richiesta di un prestito “alternativo”.

Si è rivolto ai Carabinieri perchè era disperato, i militari dell’Arma lo hanno ascoltato a lungo, sei mesi di indagini minuziose, certosine. La vittima era distrutta dalla vergogna e dai debiti, ma non è la sola. Per il momento gli investigatori ne hanno ascoltate un paio, ma non si esclude che ce ne siano altre.

Sabato 16 marzo un passo ulteriore con le perquisizione e l’arresto, l’accusa è di quelle pesanti: usura. Due le vittime ascoltate dal nucleo investigativo dei Carabinieri di Rovigo, la prima opera in basso polesine, la seconda nel bolognese, ma è polesana. Due gli indagati, il primo è Rubens Pizzo, noto gestore di locali in città, il secondo un pescatore di Goro (Fe), Pietro Ginella. Sono stati arrestati insieme per l’unico motivo che avevano prestato soldi alle stessa persona i tempi diversi. Sono ancora agli arresti domiciliari, ed entrambi sono in attesa dell’interrogatorio di garanzia che si dovrebbe tenere mercoledì 20 marzo.

Intanto gli investigatori, coordinati dal Pubblico Ministero Sabrina Duò, oltre a raccogliere le testimonianze delle vittime nel massimo riserbo, stanno scandagliando le apparecchiature informatiche e i telefoni cellulari sequestrati durante la perquisizione di sabato mattina. Oltre a riscontri oggettivi, si cercano altre possibili vittime. Tra le accuse mosse a Rubens Pizzo, noto come il re della movida ed organizzatore di eventi, il prestito di 60 mila euro al tasso del 200%. In casa dei due arrestati sono stati trovati contanti e assegni, che uniti al valore del materiale sequestrato raggiungono il valore di 100 mila euro.

Pizzo, difeso dagli avvocati Michele Brusaferro e Dania Pellegrinelli, attraverso i suoi legali si dichiara totalmente estraneo alla vicenda, la difesa punta inizialmente alla revoca della misura cautelare in tempi rapidi, ma non solo. Se ne discuterà davanti al Giudice per la convalida, poi eventualmente nel processo.

Articolo di Lunedì 18 Marzo 2019

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