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PATRIMONIO PAESAGGISTICO ROVIGO

Alla riscoperta dei gioielli sconosciuti di Costa col Fai di primavera

Sabato 23 e domenica 24 marzo si potranno visitare alcuni tra i luoghi più suggestivi del Polesine grazie al Fondo ambiente italiano. Un palazzo nel capoluogo e quattro siti a Costa

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ROVIGO - Sabato 23 e domenica 24 marzo si terrà la 27esima edizione de “Le giornate Fai di primavera” in cui si potranno scoprire i luoghi speciali dell'immenso patrimonio paesaggistico italiano.

In tale occasione sono cinque i siti che rimarranno aperti per accogliere i visitatori, tra Rovigo e Costa di Rovigo.

In città, ad ingresso esclusivo per gli iscritti Fai sarà visitabile palazzo Rosada-Ubertone, un palazzetto dai caratteri veneziani situato nel centro della città. Al suo interno è decorato con stucchi, affreschi e dipinti di pregevole fattura realizzati alla fine del 1700 e nella metà dell'800. Originariamente la facciata principale era su via Miani ed il piccolo giardinetto sul retro dava direttamente sull'argine dell'Adigetto che scorreva lungo l'attuale corso del Popolo. Tre piani di pura bellezza che, ad esclusione del secondo piano, mantengono le caratteristiche originarie dell'epoca, con uno scalone monumentale ornato di statue che collega il piano terra al piano nobile. Travi dipinti, stucchi di diversi colori, pavimenti a terrazzo, dipinti a pareti e soffitto fanno rivivere a chi entra la maestosità del periodo storico passato.

Ricche le possibilità tra le quali scegliere a Costa di Rovigo.

L’oratorio di Santa Maria Assunta detta “dei Battuti”. Conosciuta da tutti come chiesa dei Caduti per la Patria, nacque come oratorio nel centro del paese e venne consacrato nel 1636. Demolito e ricostruito nel 1785, la facciata fu abbellita ed impreziosita da tre statue collocate sul timpano raffiguranti due figure femminili e una "Madonna con Bambino". Il 25 Giugno 1961 la chiesa fu dedicata ai caduti. Al suo interno di originale rimangono l'altare di Verona, un'acquasantiera e due confessionali.

Altri monumento interessanti sono a palazzo Bighetti e il museo etnografico “a l’alboron”. Situata in una delle arterie principali che conduce al centro di Costa di Rovigo, casa Bighetti è conosciuta poiché ospita il museo etnografico, ma ai più le sue vicende rimangono sconosciute. Ad un primo esame infatti la casa padronale viene fatta risalire al XVIII secolo, tuttavia un’analisi più recente ha portato a supporre che l’immobile esistesse già verso la fine del XV secolo. Partendo comunque dal suo passato più recente, l’ultima famiglia a detenerne il possesso fu appunto quella dei Bighetti, come riporta un atto notarile redatto da Urbano Piccinato del 1922, nel quale si attesta che l’edificio passò alla famiglia citata da quella dei Baruchello. Ospita al suo interno il museo etnografico "a l'alboron" che offre ai visitatori un percorso sulla civiltà contadina e sul ritmo delle stagioni spaziando su più fronti senza perdere come fulcro della spiegazione la storia del paese.

La chiesa di San Giovanni Battista a Costa, invece, venne costruita tra il 1162 ed il 1167. Divenuta presto riferimento non solo per la popolazione locale, ma anche per quelle confinanti, l’edificio ha subito nel corso dei secoli alcuni importanti restauri. A seguito di uno di questi, il soffitto venne affrescato da Giovanni Battista Canal, considerato dai contemporanei il continuatore di Tiepolo. Risalgono almeno al XVIII secolo due opere conservate all’interno della parrocchia: la pala d’altare raffigurante la Beata Vergine col Cristo morto, San Giovanni e altri santi (attribuibile a Fabio Canal) ed il pregevole soffitto della sagrestia considerato opera di Mattia Bortoloni.

Nel ‘500 a Costa di Rovigo si registrò un forte aumento demografico che rese necessaria l’edificazione a Costiola di una nuova chiesa per gli abitanti che fino a quel momento avevano sempre frequentato la chiesa di San Giovanni Battista. Tra la fine del ‘500 e i primi del ‘600 fu così costruita la chiesa dedicata a San Rocco ad una sola navata con quattro altari marmorei. Attualmente se ne conservano soltanto due, degli altri due rimangono solo i paliotti, in marmi policromi. Gli affreschi del soffitto e della parete a sud sono attribuiti a Giovanni Battista Canal.

Sempre a Costa per quanto riguarda il complesso industriale, oggi adibito a magazzino, è uno tra le ultime fabbriche saccarifere costruite in Polesine nel 1900. Edificato dalla Siiz (Società italiana per l'industria dello zucchero) contemporaneamente ai due vicini stabilimenti di Arquà Polesine e Fratta Polesine, inizia la sua produzione nel 1924. Copre un’area di produzione della barbabietola da zucchero di 20 ettari di terreno e si sviluppa a Costa di Rovigo grazie alla presenza del canale Adigetto e della ferrovia. E' costituito dall'architettura tipica di queste fabbriche con un telaio portante in cemento armato e delle tamponature in mattoni rossi con la peculiarità di avere disegno geometrico legato alle finestre, agli architravi e ai sottofinestra, oggi meno leggibile perché coperto da uno strato di intonaco, che lo rendeva maggiormente decorativo rispetto agli altri stabilimenti della zona. Cessa la sua attività nel 1958.
Per gli orari di apertura è possibile consultare il sito www.giornatefai.it.

Articolo di Martedì 19 Marzo 2019

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