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DEGRADO COMMENDA ROVIGO

Soluzione per l’ex Maddalena, la proprietà risponde “No grazie, va bene così”

L’associazione I luoghi dell’abbandono di Devis Vezzaro ha fatto una proposta formale per la gestione della giungla urbana del quartiere Commenda e dell'immobile degradato e abbandonato dell'ex sanatorio, rifugio di senzatetto e altri balordi senza dimora

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ROVIGO - Proposta shock di Devis Vezzaro della associazione I luoghi dell’abbandono alla proprietà dell’ex Maddalena. Ma ancora più incredibile è stata la risposta. Vezzaro, il presidente dell’associazione I luoghi dell’abbandono, ha fatto un’offerta incredibile per la città, attraverso l’avvocato Gianni Balzan, legale di uno dei due soci dell’ex ospedale Maddalena, Pierluigi Filon titolare di Cefil, l’altro socio è la Reale srl. “Una proposta semplice che siamo soliti fare quando prendiamo in gestione le aree abbandonate: ripulire tutta l’area, - spiega Vezzaro - chiudere gli accessi abusivi, mettere in sicurezza un percorso guidato all’interno della struttura e pagare l’affitto”. La risposta ricevuta? “Non abbiamo interesse”. 
Il primo a rimanere senza parole è proprio Vezzaro. “La città si terrà quello schifo, - conclude - io con la mia associazione ci ho provato. Se loro non vogliono nessuno può obbligarli”. 

I luoghi dell’abbandono ha in gestione il parco dell’ex manicomio di Granzette, l’ha ripulito, sistemato tutta l’immensa area verde, messo in sicurezza un percorso all’interno dei padiglioni, ha messo un biglietto di ingresso ma garantisce la possibilità di accesso gratuito alla cittadinanza almeno due volte al mese. Oggi al manicomio si tengono manifestazioni pubbliche che coinvolgono famiglie, bambini, anziani e tutta la città. Poteva esserci uno scenario simile anche all’ex Maddalena, luogo abbandonato per eccellenza nel cuore del quartiere Commenda, dormitorio non autorizzato di senzatetto, extracomunitari senza dimora, ladruncoli. Un intero quartiere vive come un peso insopportabile l’intera area verde che vede al centro un immobile in preda alla rovina, l’ex sanatorio. Sarebbe una manna avere sotto controllo una situazione che potrebbe esplodere, oltre dal punto di vista della sicurezza, anche dal punto di vista ambientale e sanitario, chissà bisce e topi che possono aver trovato lì un habitat naturale in cui stabilirsi.

I blitz della polizia sono stato numerosi in passato. Oggi la situazione è sotto silenzio ma la recinzione è divelta, dentro l’area vietata privata si vedono in diverse ore del giorno individui che si presume si droghino se non di peggio, all’interno ci sono due sale adibite a dormitorio. 

Sembra incredibile il rifiuto di tale proposta.


L’ex Maddalena è l’area scelta dall’amministrazione comunale per la partecipazione al bando ministeriale del governo Renzi sul recupero delle periferie, il progetto si posizionò agli ultimi posti ma fu ritenuto finanziabile per 13,5 milioni di euro. I primi progetti di quella graduatoria furono finanziati, poi il cambio a Roma, con leghisti e 5 stelle al governo, ha modificato le disponibilità economiche. Tutto sospeso almeno fino al 2020.

Vezzaro, a nome della sua associazione, pagando, avrebbe messo in sicurezza l’area. Rifiuto legittimo da parte della proprietà, ma è un’altra occasione persa per la città.

Articolo di Giovedì 28 Marzo 2019

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