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CULTURA OCCHIOBELLO (ROVIGO)

Quel giorno che l’Italia uscì dall’Euro...

Il vicedirettore di Repubblica Sergio Rizzo, ospite al teatro don Aldo Rizzo di Santa Maria Maddalena a “Parole d’autore 2019”, ha presentato il suo romanzo che racconta di uno scenario forse non così impossibile

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OCCHIOBELLO (RO) - Una platea foltissima ha accolto, al teatro don Aldo Rizzo, il giornalista Sergio Rizzo in occasione della seconda serata di “Parole d’autore 2019” organizzata come ogni anno dal comune di Occhiobello e da Cuore di Carta eventi di Bruna Coscia.

Il vicedirettore di Repubblica, venerdì 29 marzo, ha presentato, nel teatro parrocchiale di Santa Maria Maddalena, il suo ultimo libro dal titolo emblematico “02.02.2020 la notte che uscimmo dall’euro”.

“Si tratta” ha tenuto a precisare “di un romanzo. Un romanzo distopico, il cui risultato è massimamente indesiderabile. Il contrario dell’utopia. Uno degli esempi più conosciuti di tale genere, con le dovute e importanti differenziazioni, è “1984” di Orwell”.

Non nasconde che i personaggi del romanzo sono fin troppo individuabili con i frequentatori della scena politica e governativa attuale, ma che lui ha semplicemente voluto portare alle estreme conseguenze, le dichiarazioni e le promesse.

“Nel romanzo vi è una escalation, che neppure gli ideatori, di quello che viene denominato piano Morris, riescono a gestirne gli effetti.  Dalle continue contumelie all’Europa, dai continui rifiuti a ottemperare a patti liberamente sottoscritti, dall’aumento del 7,2% dell’indebitamento, dallo spread a 900 punti, fino alla nazionalizzazione delle imprese, all’assunzione in massa nella pubblica amministrazione, passando per la flax tax e il reddito di cittadinanza a tutti, è una escalation incontrollabile, che porta alla notte di domenica 2 febbraio 2020, quando, a banche chiuse, con un colpo di mano, il governo esce dall’Euro e mette sul mercato la nuova moneta: la nuova lira”.

Rizzo, torna a sottolineare che si tratta di un romanzo i cui esiti sono fantapolitica o fantaeconomia, ma  instilla un dubbio angoscioso nei presenti “in questi ultimi mesi non si sta discutendo, forse, di nazionalizzare Alitalia, facendola acquisire dalle Ferrovie dello Stato? Non si sta pensando a un ritorno dello Stato nella centralità delle impresi di energia? La mia storia è appunto romanzata, il problema è che la realtà le si sta avvicinando”.

Parlando poi della fantomatica uscita dall’Euro il giornalista è molto chiaro: “Guardate che non è prevista una uscita dall’Euro. Nei trattati, appositamente non è stata prevista. E’ prevista solo ed esclusivamente l’uscita dall’Europa, con conseguenze disastrose per la vita degli italiani, che si ritroverebbero tra le mani carta straccia al posto della moneta e sarebbero isolati in Europa”.

Infine ricorda che l’aria nell’Unione non è molto bella “perché se è vero che, nel mio romanzo, il partito sovranista italiano raggiunge nelle elezioni europee il 75% dei consensi, è altrettanto vero che in molti paesi il vento della disgregazione soffia molto forte.”

“Voglio ricordare che nel 1950 il primo nucleo europeo nacque per mani di alcuni membri volenterosi, per porre fine alle continue guerre distruttive, che hanno attraversato il nostro continente per duemila anni. Ora, di errori l’Unione ne ha fatti tanti, ma sono oltre settanta anni che i nostri paesi non solo non si fanno la guerra, ma collaborano tra di loro”.

Articolo di Sabato 30 Marzo 2019

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