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Cara banca, quanto mi costi?

Paolo Rimbano, consulente finanziario analizza le spese che gli istituti di credito addebitano ai clienti spiegando come fare a capire se siano meno giusti o sproporzionati

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ROVIGO - Nelle ultime settimane con le persone che ho incontrato ho approfondito in particolare il tema dei costi dell’attività bancaria e della gestione del risparmio e vorrei proporvi alcune considerazioni sul tema.

In primo luogo, mi sento di dire che il livello di informazione ed attenzione dei clienti nei confronti dei costi bancari è in generale molto basso. Di costi bancari se ne parla spesso sulla stampa, ma poi gli italiani se ne interessano poco nella loro gestione personale. 

Voi ad esempio sapete quanto costa il vostro conto corrente e quanto costa gestire il vostro risparmio? Se lo sapete con precisione, o anche a grandi linee, sappiate che fate parte di una netta minoranza.

Se non avete mai prestato più di tanta attenzione ai costi della vostra banca, adesso è l’ora di farlo, analizzandoli sulla base delle vostre esigenze. Il tema dei costi, infatti, è un tema mal posto se non considerato in relazione alla qualità del servizio e alle esigenze del cliente. Tutto costa, ma per dire se il costo è giusto o troppo alto devo per forza considerare la qualità del servizio che ricevo.

Così la prima valutazione da fare è sul costo del conto corrente. Un articolo di fine 2018 del Sole 24 Ore riportava che dalla relazione annuale di Banca d’Italia il costo medio dei conti correnti è arrivato ad 80 euro annui. Una elaborazione di Corriere Economia dello stesso periodo riporta invece che il costo medio di un conto per una famiglia italiana è di 141 euro annui. Sono pochi o tanti?

Dipende. 

La digitalizzazione, internet e le attuali tecnologie hanno cambiato il modo di vivere la banca. Se siete tra coloro che ancora vanno in banca due volte alla settimana per fare un bonifico allo sportello, pagare una bolletta, eccetera, allora un costo medio di 80 euro (o 141 come sostiene Corriere Economia) è giustificabile dal servizio che ricevete dal personale della banca (che costa) nei locali della banca (che costano). 

Se invece in banca non ci andate praticamente più perché fate tutto online, da computer o telefono, allora 80 euro annui sarebbero una follia. Ancor più 141 euro. Nel vostro caso il giusto prezzo del conto corrente è zero, perché la banca la state facendo voi, in autonomia, senza il personale e la filiale. Da questo punto di vista la banca tradizionale sta facendo una forzatura, spingendo i clienti ad operare online per avere bisogno di meno personale, da dedicare poi alla vendita, ma addebitando i costi che servono per mantenere una struttura (personale e filiali) che i clienti non usano quasi più. Guardatevi attorno e scegliete un conto a costo zero in una banca che vi dia gratuitamente l’assistenza di un consulente.

L’ultima considerazione è che i costi del conto corrente sono importanti ma, se in banca gestite anche il risparmio, i costi del conto sono assolutamente marginali rispetto al resto. Il mondo dei costi nella gestione del risparmio verrà scoperto dai clienti a breve, con i primi rendiconti sui costi che le banche dovranno inviare ai clienti per fare trasparenza in questa materia. La normativa Mifid II ha infatti previsto che ogni banca debba mandare una volta all’anno un rendiconto al cliente con tutti i costi che ha sostenuto per gestire il suo risparmio. Quello sarà il momento della verità, in cui ogni cliente vedrà in percentuale e con l’importo in euro quanto gli costa la banca. Per molti sarà una sorpresa. Per tutti dovrà essere un momento di valutazione. Perché la vera domanda non è “Cara banca, quanto mi costi?” ma “Cara banca, ti meriti i costi che mi addebiti?”. 

In questa valutazione, nella quale bisognerà valutare la qualità delle soluzioni e delle scelte fatte, ci sarà tanto bisogno di assistenza e consulenza per due motivi. Il primo è che valutare la qualità delle soluzioni di gestione del risparmio è una questione da addetti ai lavori ed è difficile che un cliente possa farla in autonomia. La seconda è che la valutazione dovrebbe essere fatta da un soggetto diverso dalla propria banca, perché altrimenti sarebbe come chiedere all’oste se il vino è buono.

In RovigoFinanza di costi ne parleremo ancora, perché è un tema di assoluto interesse in questa fase storica del risparmio. Per il momento fate attenzione alle carte che vi arrivano dalla banca: una di queste potrebbe essere proprio il rendiconto sui costi.

Paolo Rimbano
 

La rubrica "RovigoFinanza" pubblicata dal quotidiano RovigoOggi.it, curata dal dott. Paolo Rimbano è una rubrica di educazione finanziaria e NON è una rubrica di consulenza finanziaria. I contenuti pubblicati dal giornale potranno fare riferimento ad analisi e dati che provengono da fonti ritenute serie, attendibili e affidabili. Non si garantisce tuttavia in alcun modo che il contenuto del sito e dei report di analisi sia esatto, completo o affidabile. In particolare, le informazioni e le opinioni vengono fornite senza alcuna garanzia. Quanto contenuto nella rubrica NON rappresenta un consiglio di investimento e NON si garantisce pertanto che se ne possa fare affidamento per effettuare un investimento. L’eventuale utilizzo dei dati e delle informazioni come supporto di scelte di operazioni di investimento personale o altre decisioni è pertanto a completo rischio del lettore utente, che si assume in proprio le responsabilità derivanti da perdite o da ogni altro danno diretto o indiretto

Articolo di Domenica 31 Marzo 2019

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