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POLITICA ROVIGO

Convegno per ricordare i cento anni dell’appello di don Sturzo

Gruppo Bachelet, Albarosa e A corto di idee mai si riuniscono l’11 aprile alle 17.30 in Accademia dei Concordi per rievocare la figura del parroco che portò il mondo cattolico nella politica

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ROVIGO - In occasione del centenario dell' “Appello ai Liberi e Forti" di don Sturzo, il gruppo Bachelet, assieme alle associazioni Albarosa e A corto di idee mai hanno organizzato un convegno che si terrà giovedì 11 aprile alle 17.30 nella sala degli Arazzi dell'Accademia dei Concordi a Rovigo dal titolo "C'è ancora bisogno di persone libere e forti”.

Oltre al vescovo di Adria-Rovigo, Pierantonio Pavanello, ci sarà anche Marco Follini, già deputato e senatore, e il presidente dell'Accademia dei Concordi, Giovanni Boniolo. La parte storica sarà invece affrontata da Leonardo Raito, sul tema "Don Sturzo e la nascita del popolarismo in Italia", assieme a Marco Chinaglia, sul tema: "L’impegno dei cattolici polesani tra guerra e fascismo".

Era il 18 gennaio del 1919, era appena terminata la Grande guerra che aveva incendiato l'Europa e il mondo, quando don Luigi Sturzo assieme a dieci cattolici illuminati, fra i quali il rodigino Umberto Merlin, lanciava l'appello ad aderire al nascente Partito popolare italiano. 

Non si trattava di un mero "manifesto pubblicitario", ma di un vero e proprio atto di rilancio politico, culturale, etico, rivolto: “A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti” per propugnare “nella loro interezza gli ideali di giustizia e libertà”.

Era un vero e proprio cambio di passo per i cattolici italiani che superando il non expedit, che vietava la partecipazione alla vita politica del Regno d'Italia (“né eletti, né elettori”), apriva le porte al cristianesimo democratico che tanta valenza ha poi avuto nella storia del nostro Paese.

Non solo. Con l'appello venivano affermati grandi principi ancora oggi del tutto validi a cominciare dal valore del sistema democratico, del pluralismo, dell'autonomia locale, del solidarismo, del rispetto delle culture e delle diversità anche religiose, dell'internazionalismo, del suffragio elettorale universale con il voto alle donne ed altro ancora. 

In sostanza un vero e proprio manifesto democratico e profondamente innovativo. “Facendone oggi memoria - dicono gli organizzatori del convegno - vogliamo anche ribadirne il valore, il significato e per tanti aspetti l'attualità”

Articolo di Martedì 2 Aprile 2019

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