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ECONOMIA PROVINCIA ROVIGO

Mercati ortofrutticoli, Lusia e Rosolina verso la vendita tra paure e opportunità

Entro l’anno le due aree dovranno essere alienate dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo a causa degli effetti della legge Madia; il presidente dell’Azienda speciale dei due mercati fa il punto della situazione

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ROSOLINA E LUSIA (RO) - Quale futuro per i mercati ortofrutticoli di Lusia e Rosolina? Le due strutture devono dire addio, entro l’anno, all’ala protettiva della Camera di commercio di Venezia Rovigo e camminare da sole, anche se non si sa ancora di preciso chi avrà le capacità per comprare e gestire il tutto. Il sindaco di Lusia, Luca Prando, e quello di Rosolina, Franco Vitale, non vogliono sbilanciarsi troppo e tengono le bocche cucite, anche se ammettono l’esistenza di movimenti per tenere i mercati nei rispettivi territori ed evitare chiusure o assorbimenti da parte di enti terzi. 

A fare chiarezza su quanto sta avvenendo e avverrà, ci pensa il presidente dell’Azienda speciale mercati di Lusia e Rosolina, Vitaliano Bressanin: “La Camera di commercio sta aspettando che gli operatori trovino una soluzione per quanto riguarda una proposta di acquisto del mercato in quanto la legge Madia obbliga l’ente camerale a ritirarsi da quella tipologia di gestione”. 

Un’attività che è stata supportata dalla Camera di commercio per oltre mezzo secolo. “Già tempo fa, quando feci un progetto sui mercati, avevo proposto agli operatori di trovare una soluzione per prenderlo in mano ma anche per diventare una realtà commerciale che si potesse proporre come marchio di tutto il territorio”. Adesso, oltre ad essere diventata una scelta strategica, è divenuta anche impellente, visto che la cessione è richiesta dal legislatore che, sotto al governo Renzi ha riformato le varie camere di commercio. Bressanin rassicura che non vi sono costrizioni e la Camera deve accompagnare questo processo di transizione che porterà appunto all’alienazione. A Rosolina i bandi sono già stati fatti, a Lusia dovrebbero arrivare nel giro di poco tempo. “A Rosolina - spiega il presidente - la trattativa è già in fase avanzata e sono già state approvate delle sinergie e collaborazioni con vari operatori del territorio. Stessa cosa dovrà avvenire a Lusia”. 

Bressanin suggerisce la costituzione di un consorzio o una società che possa da un lato acquisire l’area ma anche e soprattutto trovare una forma di gestione e di proposta articolata legata al mondo economico produttivo orticolo di Lusia. “Non si deve vedere la cosa in senso negativo - sottolinea Bressanin - è una sfida ma, come tutti gli imprenditori sanno, se si fa sistema ciò permette di diventare più forti nell’ambito del mercato”. Che fine faranno in tale contesto i vari marchi dop e igp? Anche qui il presidente vuole rasserenare gli animi: “La Camera resterà sempre al fianco e di supporto ai consorzi di tutela, che siano igp, radicchio o aglio. Quello non mancherà mai. Ma, per quanto riguarda i mercati, la strada è già tracciata anche se vedo il fatto positivamente; penso che ci sarà un rafforzamento e non un indebolimento”. 

Ipotizzando che il mercato sia dato in gestione, con affitti favorevoli, sorgerebbe il problema degli investimenti. “L’ente camerale non può più investire in maniera straordinaria. Nell’ultimo quinquennio sono stati spesi 580mila euro in manutenzione”. 

I tempi per la vendita, pur non essendo stringenti, stanno comunque avanzando inesorabilmente. L’operazione deve essere completata entro quest’anno. “E’ tutto legato ai bandi - dice Bressanin - Ne saranno fatti 3. Arrivati al terzo bando, a meno che non arrivi qualche americano che decide di comprare tutto, come avvenuto a Venezia, si apre una trattativa privata. Ciò vuol dire che ci si baserà sui prezzi di mercato immobiliare e su quello del terreno dell’area di Lusia e poi la Camera tratterà con i soggetti che si vogliono proporre per un eventuale acquisto che parte dall’ultimo prezzo di uscita del terzo bando”. 

Se per Lusia i giochi si devono ancora fare, Rosolina sembra essere in una fase molto più avanzata anche se non si conoscono i dettagli. Per questo si teme che vi possa essere un’invasione di campo da parte di Chioggia che potrebbe acquistare l’area e farla divenire una propria succursale. “Direi di no - assicura nuovamente Bressanin - bisogna tenere presente che il mercato di Chioggia è sotto il controllo del Comune. Da come si stanno evolvendo le proposte c’è già un interesse chiaro da parte di diversi imprenditori che si vogliono mettere insieme e di conseguenza esiste già una linea definita. Il progetto che avevo proposto a suo tempo prevedeva di portare diverse realtà nell’alveo rosolinese tra cui anche produttori legati alla pesca e alla trasformazione: il territorio, proprio per la sua particolarità, si presta bene e sta andando avanti in maniera corretta”. Il presidente dell’Azienda speciale pronostica una chiusura in tempi celeri per quest’ultima.

“E’ un processo che deve avvenire - conclude Bressanin - con tutti i vari stimoli. L’importante è che, per quanto riguarda soprattutto Lusia, gli imprenditori capiscano che questa può essere anche un’opportunità non indifferente per fare un unico marchio e creare un sistema molto più forte piuttosto che spezzettato”.  

Articolo di Martedì 2 Aprile 2019

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