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IL CASO ROVIGO

Le Iene ritornano, ancora. Sempre per Eleonora

L’Ulss 5 Polesana e le assicurazioni vogliono la rimodulazione dell’indennizzo versato. Eleonora Gavazzeni è nata con lesioni neurologiche gravissime dieci anni fa e la famiglia dovrebbe restituire parte di quanto ricevuto come indennizzo

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ROVIGO - Sotto il profilo mediatico l’Ulss 5 Polesana ne esce distrutta. Una madre dopo dieci anni di calvario chiede almeno le scuse, ma queste vengono negate. Assurdo. E’ quanto emerso dalla nuova puntata de Le Iene in onda su Italia 1 martedì 2 aprile (GUARDA IL SERVIZIO DE LE IENE SULLA PICCOLA ELONORA). L’inviata Veronica Ruggeri con la mamma di Eleonora Gavazzeni (Benedetta, ndr) si è presentata in Cittadella Sanitaria, il direttore generale Compostella difende a spada tratta l’azienda pur essendoci una conferma di una condanna penale in Cassazione (senza appello) LEGGI ARTICOLO

Il 3 dicembre 2008 in ospedale a Rovigo nacque una bimba con lesioni neurologiche gravissime. Secondo gli inquirenti sarebbe stata evitata con un parto cesareo. Vicenda che è arrivata in Tribunale a Rovigo con un doppio filone, quello penale (LEGGI ARTICOLO) e civile (LEGGI ARTICOLO).

In sede civile, la famiglia di Eleonora Gavazzeni assistita dall’avvocato Mario Cicchetti, aveva chiesto 30 milioni di risarcimento. il giudice Pierangela Congiu, ne ha riconosciuti 4 milioni 600mila euro a titolo di danno patrimoniale, 1 milione e 500mila euro a titolo di danno non patrimoniale, a cui vanno aggiunti altri 390mila euro a titolo di danno da ritardo e altri 400mila euro a titolo di danno riflesso.

Pagamento avvenuto non senza problemi (LEGGI ARTICOLO) un clamore mediatico che aveva coinvolto anche Le Iene di Italia 1 (LEGGI ARTICOLO). In Appello le assicurazioni hanno anche richiesto di rimodulare il risarcimento (LEGGI ARTICOLO)  perchè le aspettative di vita della bimba non sono tali da giustificare la pena inflitta dal Tribunale di Rovigo.

Soldi, è solo una questione di soldi. Ma per l’avvocato Cicchetti: “Le ricerche più recenti sostengono che la bimba possa vivere quanto una persona normale”.

“Due sono le motivazioni per cui noi abbiamo fatto ricorso e non lo ritireremo: c’è stata una carenza organizzativa, vogliamo anche che un giudice riconosca l’obbligo di pagare” le parole di Compostella durante la puntata andata in onda martedì. C’è da dire, per onestà intellettuale, che il direttore generale all’epoca dei fatti a Rovigo non c’era, quindi non è responsabile, ma rappresentando l’azienda in questo momento avrebbe dovuto rinunciare all’Appello per un senso di umanità. Ora le assicurazioni vogliono i soldi versati indietro, oltre al danno anche la beffa.

 

Articolo di Mercoledì 3 Aprile 2019

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