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TRASPORTI FERROVIARI

“Ci scusiamo per il disagio” affila le armi

Continuano le proteste sulla linea Verona Chioggia. 1.500 le firme raccolte, compresa quella del sindaco di Badia Polesine

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Badia Polesine – “I giovani del gruppo del progetto “Ci scusiamo per il ritardo” che ha promosso nel 2018 una campagna di sensibilizzazione sui problemi che affliggono la linea ferroviaria Verona-Chioggia, non è andato in letargo ma sta lavorando sottotraccia per riprendere, dopo le prossime elezioni amministrative di maggio, la crociata per ottenere le risposte che la petizione dello scorso anno, nonostante le 1.500 firme raccolte (compresa quella del sindaco Giovanni Rossi) non ha ricevuto”. Con questa dichiarazione Stefano Dall’Aglio, portavoce del Circolo Badiese PD capofila dell’iniziativa sostenuta anche dall’ex onorevole Diego Crivellari, tranquillizza chi già pensava a una resa.

Poco o nulla è cambiato e, se non è un mistero che il trasporto ferroviario soffre della riduzione dei finanziamenti statali, la Regione preferisce gli spot: “Siamo alle pacche sulle spalle, dice ancora Dall’Aglio, non ci sono risposte serie dietro l’angolo”. Ecco perché la tratta ferroviaria Verona-Rovigo-Chioggia, gestita dalla Regione del Veneto tramite Sistemi Territoriali, è finita nella lista delle 10 linee peggiori d’Italia (secondo Pendolaria di Legambiente) alimentando malumori che le rassicurazioni ufficiali non sembrano sedare. Al momento l’annunciata soppressione di 18 passaggi a livello fra Verona e Rovigo (compresi quelli di Badia, Lendinara, Costa) e 5 fra Rovigo e Chioggia appare insufficiente.

Di elettrificazione non se ne parla e quand’anche nel 2019 i dieci nuovi treni promessi nell’agosto 2018 da Michele Gambato entrassero in servizio, sarebbero comunque treni alimentati a diesel, con buona pace per l’ambiente e il contenimento dei gas serra. Il rimpallo delle competenze, poi, serve solo a rallentare le soluzioni mentre restano i disagi di chi (studenti e pendolari in particolare) quotidianamente affronta disservizi e ritardi.

“E’ una situazione è desolante, rimarca Dall’Aglio, perché stiamo parlando di una tratta ferroviaria ultracentenaria di 96 chilometri che collega due capoluoghi di provincia con uno snodo importante come quello di Legnago". “Tanti proclami e poche soluzioni” sembra essere lo slogan evocato da Dall’Aglio che, senza entrare nel merito delle responsabilità di Sistemi Territoriali (per i treni)  e di RFI che gestisce le infrastrutture di linea, rileva come i treni circolanti sono vecchi, inquinanti e lenti e i tempi di percorrenza da Verona a Rovigo sono aumentati di 16 minuti rispetto a 15 anni fa. “Ecco perché, dopo le prossime elezioni amministrative, ripartiremo con una nuova raccolta di firme – annuncia il portavoce -  confidando nella sensibilità dei primi cittadini indipendentemente dal loro colore politico, perché l’argomento è trasversale e riguarda tutti”.

Nel frattempo, in applicazione di una direttiva comunitaria, è da poco nata la società Infrastrutture Venete Srl per la gestione delle ferroviarie e con l’obiettivo dichiarato di promuovere, fra l’altro, la mobilità integrata ferro-gomma. La piena operatività delle società dovrebbe avvenire nel mese di giugno 2019 e, secondo quanto ha dichiarato l’assessore regionale De Berti, la nuova società dovrebbe intervenire anche nel campo dell’auspicato biglietto unico integrato che permetterebbe all’utente di usufruire di entrambi i servizi (treno e bus) con lo stesso ticket.
 Ugo Mariano Brasioli
Articolo di Mercoledì 3 Aprile 2019

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