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FUNERALI E CIMITERI ROVIGO

Servizi funebri e trasporto della salma: il Consiglio di Stato dà torto ad Asm spa

La partecipata comunale potrebbe dover restituire oltre 100mila euro versati da 3 agenzie di pompe funebri rodigine per la tassa di trasporto già corrisposta

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ROVIGO - Tutto da rifare tra Asm spa ed agenzie funebri polesane. Il Consiglio di Stato ha infatti sancito che la competenza sull’intera e lunga vicenda che vede al centro una serie di somme che, a parere dei ricorrenti, non sarebbero state dovute alla municipalizzata, non sarebbe del Tar, ma del giudice onorario. Ciò quindi autorizza, di fatto, le tre aziende di pompe funebri di Rovigo ad avviare il recupero di quanto già versato ad Asm maggiorato degli interessi, vale a dire più di 100mila euro.

La vicenda è aperta e complessa e nasce quando in Asm spa era presente sia la gestione del cimitero comunale che la fornitura dei servizi funebri. In pratica i privati hanno cominciato a lamentarsi del fatto che vi sarebbe stata concorrenza sleale tra chi incassa somme per vari servizi cimiteriali, come il trasporto, l'inumazione, ma al tempo stesso forniva servizi funebri tramite una propria società controllata al 90%, la Asm onoranze funebri.

Oggi quella azienda non è più pubblica, è interamente privata dopo essere stata acquistata dal gruppo Lorandi spa e si colloca nel mercato dei servizi con lo stesso nome di un tempo tra le fila dei cosiddetti "privati". Chi svolge funerali a Rovigo e provincia sono tutte aziende private.

L’avvocato Giovanni Daniele Toffanin, che sta seguendo la causa contro Asm spa per le varie agenzie, si dice fiducioso che il tutto andrà a buon fine davanti al giudice ordinario. “Asm sta pretendendo il pagamento di somme che non sono assolutamente giustificate - spiega il legale - il problema è la famosa tassa di trasporto”.

Nel 1990 il regolamento di polizia mortuaria sanciva il diritto di privativa in cui i Comuni potevano svolgere in proprio l’attività di gestione dei funerali. Le amministrazioni, quindi, applicavano per ogni funerale che si svolgeva all’interno dell’area comunale una tassa di trasporto collegata ad un diritto richiesto per una determinata funzione. Allora il consiglio comunale sancì che venisse pagata una tassa di 150 euro per ogni trasporto. Giustificata, secondo il regolamento di polizia mortuaria, dal fatto che il Comune attraverso i propri ufficiali di polizia mortuaria effettuavano diverse attività come il controllo della salma, il sigillo dei feretri, eccetera.

Nel 2010 le cose cambiano: entra in vigore la legge regionale 18. In sostanza, le varie attività che prima svolgeva il Comune passano in capo agli operatori delle onoranze funebri che diventano incaricati di svolgere un pubblico servizio. “Oggi quando muore qualcuno il Comune rilascia il certificato di trasporto e l’impresa effettua tutte le attività compresa sigillatura del feretro, sistemazione del morto e tutte quelle adempienze che prima erano in capo al pubblico - spiega Toffanin - quindi questa tassa non ha più senso di esistere, è solo un inutile balzello che i cittadini devono sopportare”.

L’avvocato afferma che però il Comune ha continuato a mantenere tale tassa. “La tesi delle imprese di onoranze funebre è di dire che se c’è questa tassa applicata solamente da Rovigo, noi non c’entriamo nulla ed eventualmente va pagata dai familiari del defunto. Altro aspetto è che in effetti il Comune ha delegato Asm spa, gestore del cimitero, che non è un agente di riscossione e anziché restituirla al pubblico, se la tiene”.

Per questo le società funebri si sono opposte al pagamento spiegando che loro non sono soggetti al versamento della tassa in quanto soggetti non direttamente interessati. “Sulla base della decisione del Tar veneto le aziende avevano pagato le somme. Ora chiederemo la restituzione, compresi gli interessi” sostiene l’avvocato che ammette anche, al di là della vicenda giudiziaria, come la questione vada definita, per evitare che continuino ad essere gli stessi cittadini a dover pagare un servizio che, di fatto, il Comune non svolge più.

Il malcontento tra i privati contro la gestione del cimitero di Rovigo prosegue rivelando una anomalia, a loro dire, più unica che rara, in provincia, come fuori provincia.

"A Rovigo il Comune, tramite Asm spa fissa una somma, più bassa rispetto ad altri cimiteri comunali, per l'inumazione, che di fatto però non completa in quanto demanda ad una azienda privata l'onere della chiusura del loculo funerario.
In altre parole a Rovigo, invece di chiedere 350-400 euro come diritto di inumazione per 30 anni (a Ferrara le richiesta è di quasi 500 euro per fare un paragone) ed incassarli per intero, preferisce chiederne circa 250 obbligando poi l'impresa funebre che si occupa del funerale a chiamare una azienda privata diversa per la chiusura del loculo, per circa 120 euro più iva, quindi circa 150 euro complessivi. La domanda è spontanea: perchè non far lavorare il personale del cimitero, magari assumere una o due persone in più, ed evitare l'obbligo di rivolgersi solo a quel privato per chiudere il loculo?".
Articolo di Venerdì 5 Aprile 2019

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