Condividi la notizia

ECONOMIA ROVIGO

Una legge speciale per il Polesine

Guido Pizzamano, presidente del Consorzio per lo sviluppo del Polesine, sostiene il protocollo d’intesa per la richiesta di legge speciale per il territorio alla Regione Veneto

0
Succede a:

ROVIGO - Una legge speciale per il Polesine da chiedere alla Regione Veneto. Guido Pizzamano, presidente del Consorzio per lo sviluppo del Polesine in carica dallo scorso settembre, ha le idee chiare su cosa bisogna fare per correre ai ripari.

“Il Polesine è terra di conquista e dobbiamo fermare questa politica predatoria prima che sia troppo tardi. Dobbiamo farlo adesso”. Pizzamano è un esperto: di aziende di casa nostra, di aziende basso padovane, di ricerca fondi, di sviluppo delle imprese. E’ impegnato in prima persona nel ricercare un futuro per la propria terra, il Polesine. 

“Stanno sparendo le istituzioni locali. Sono sparite le nostre Camera di commercio, Unindustria, all’interno di una razionalizzazione che si è mangiata l’identità polesana. Questi enti una volta diventati d’area più grande non ragionano più nell’ottica di uno sviluppo del territorio polesano che conta poco, proporzionalmente, nei vari cda o consigli o commissioni”. Così per esempio la Camera di commercio Venezia Rovigo, mette in vendita la proprietà immobiliare dei mercati ortofrutticoli di Rosolina e Lusia. “E’ molto più importante per Cciaa realizzare nella sede di via Torino a Mestre la stazione sperimentale del vetro che sostenere il mercato polesano”. Sono le considerazioni di una persona che dello sviluppo ha fatto uno professione. “Qui si dismette, non c’è interesse e a Mestre di costruisce”.

Sono diverse le aree in Veneto a godere di legge speciali, leggasi contributi o agevolazioni. Come la montagna veneta, come il Veneto orientale (portogruarese), come Venezia. Invece il Polesine no, risulta perfettamente in linea col progresso. “Ma ci siamo guardati attorno?”. “Sono 15 anni che siamo senza una legge che ci tutela. Così come adesso, quando è ora di chiedere fondi e contributi, sulla carta non risultiamo essere una zona che ha carenza di sviluppo. Invece non siamo alla pari degli altri territori veneti. Il nostro vale il 5% in Regine”. Per esempio nel campo del turismo se qualcuno volesse aprire un albergo a Rovigo non ha alcuna agevolazione. “Il fatto di non avere agevolazioni porterà il divario tra noi e il resto del mondo ad essere sempre maggiore”.

In campo Confindustria ha messo la Zes, un sogno di rilancio economico grazie alle Zone economiche speciali istituiti dallo Stato. I vertici di Confindustria Venezia e Rovigo hanno presentato il piano industriale dell’area metropolitana di Venezia e Rovigo a Roma a fine gennaio: investimenti per due miliardi di euro, 10mila posti di lavoro, detassazioni per le aziende interessate, solo 16 però i comuni polesani, quelli rivieraschi del Po (LEGGI ARTICOLO). “Confindustria ha proposto la Zes pensandola per Marghera, è una idea targata Venezia, tanto che nel coinvolgere i comuni polesani ne ha lasciati fuori dalla porta ben 34” è lapidario Pizzamano. 

Per questo Consvipo si è fatto promotore di un protocollo d’intesa per la richiesta di legge speciale. L’obiettivo è coinvolgere tutti i comuni del Consorzio, 48 ma presto entreranno a rifarne parte anche Lusia e Pincara, il Parco, Ance Veneto, il Gal e Arpav. “Sto cercando una convergenza il più larga possibile per il territorio. L’unica a non rispondere è la Camera di commercio. Non chiedetemi perché”.

Il primo appuntamento per la presentazione del Manifesto - Appello agli attuali e ai futuri amministratori locali del Polesine si terrà in Confindustria il 9 aprile alle 11 (LEGGI ARTICOLO ). Incrociamo le dita per una buona partenza.

Articolo di Venerdì 5 Aprile 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it