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PRESENTAZIONE LIBRO BADIA POLESINE (ROVIGO)

Leo e Lucia, ovvero una storia badiese tra fascismo, antisemitismo e deportazione

Il ricercatore Livio Zerbinati ha presentato il suo libro che narra la tragica vicenda di due giovani nel periodo della Seconda guerra mondiale

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BADIA POLESINE (RO) – Venerdì 5 aprile, nella Casa della cultura e della legalità (ex villa Valente Crocco) a Salvaterra, l’autore Livio Zerbinati, ricercatore dell’Istituto di ricerche storiche e sociali ha presentato il suo libro “Leo e Lucia”, tragica storia di due giovani figli della provincia veneta emigrati a Milano.

Leo Giro giovane avvocato badiese appartenente all’establishment liberale, giunse a Milano nel 1911 per realizzare le sue aspirazioni e s’inserì rapidamente nell’ambiente economico e finanziario nel comparto assicurativo.

Lucia De Benedetti, di famiglia ebraica, conobbe Lamberto Malatesta all’università e, dopo la laurea in chimica, si convertì, ricevette il battesimo e i sacramenti e lo sposò nel dicembre 1936. Lamberto intraprende, con successo, la carriera universitaria, mentre Lucia si ritagliò il ruolo di donna di casa; ebbero una figlia, Anna, che nacque il 13 giugno 1940. Nulla sembrava ostacolare i progetti e il futuro di questi giovani la cui adesione al regime e l‘iscrizione al Pnf, garantiva una tranquilla esistenza.

Giunsero però le leggi razziali che il regime fascista emanò quasi improvvisamente nel 1938. L‘antisemitismo in Italia, da corrente culturale minoritaria, diventò politica ufficiale dello Stato.

L‘esistenza di Lucia e dei suoi familiari fu compromessa: il padre Israele Augusto licenziato dal suo incarico di caposezione dell‘ufficio d‘Igiene al Comune di Milano. 

La guerra rese tutto ancor più difficile, specialmente quando Milano fu occupata dai tedeschi. Lamberto e Lucia trovano casa a Varese, Leo Giro rimase invece in città.

La caduta di Mussolini il 25 luglio illuse tutti sull’imminente fine della guerra, ma l‘armistizio dell’8 settembre, scatenò l‘iniziativa tedesca. Fu l‘inizio dell‘arbitrio assoluto, la caccia ad ebrei e antifascisti diventò sistematica col concorso dei fascisti ritornati sulla scena con la proclamazione della Repubblica sociale Italiana. I genitori di Lucia si nascondono e lei stessa cercò di non farsi notare. Lamberto, invece, quotidianamente scendeva da Varese a Milano per insegnare all‘università, ospite di Leo Giro (suo testimone di nozze), a volte con Lucia. 

Il primo novembre 1944 la polizia tedesca irruppe nello studio dell’avvocato Leo Giro, dove si trovavano Lamberto Malatesta (valente chimico nel Dopoguerra) e Lucia De Benedetti. L’avvocato Giro (per la sola ragione d’esser amico della famiglia De Benedetti e, quindi, per i tedeschi amico degli ebrei) e Lucia furono subito arrestati e tradotti a San Vittore, nel braccio controllato dai tedeschi. 

Iniziò per i due e per le loro famiglie la tragica odissea delle persone incappate nell’ingranaggio dello sterminio antisemita nazista. 

Sia Lamberto che i familiari di Leo, cercarono invano e con ogni mezzo di far liberare i due giovani. La madre e la sorella di Leo, tornate a Badia Polesine prima della guerra, interessano del caso gli ambienti dell‘amministrazione comunale milanese attraverso un cugino. 

Una lettera a firma della madre fu inviata a Mussolini, senza risultato. Dopo dieci giorni i due furono trasferiti al campo di concentramento di Bolzano/Gries. Prima Lucia (a Ravensbrück, a nord di Berlino) e poi Leo (a Flossemburg), furono deportati in Germania nei lager da cui non fecero ritorno.

Frutto di una certosina ricerca, il libro ha il merito di contestualizzare le vicende di queste famiglie, descrivendo il loro inserimento nella borghesia milanese “benestante e colta”, allineate senza riserve alle scelte del regime, almeno fino alla tragedia delle leggi razziali e della guerra. 

Una storia di persone, di speranze, illusioni e certezze bruciate dalla follia militarista e razzista del fascismo che trovò nell‘alleato nazista, prima il complice e poi il padrone del suo destino, fino alla tragedia finale. 

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Sabato 6 Aprile 2019

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