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ROTARY E DISABILITA' ADRIA (ROVIGO)

“Dopo di noi”, quando i disabili rimangono soli

Il Rotary ha fatto il punto della situazione sulle situazioni di grave difficoltà nel momento della perdita del sostegno familiare

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ADRIA (RO) – Il Rotary da sempre sensibile ai problemi di chi vive la disabilità contribuendo con service importanti come quelli di Albarella, Ancarano, Auronzo e Peschiera, nell'aula magna dell’istituto alberghiero Cipriani di Adria, venerdì 5 aprile ha organizzato una tavola rotonda per parlare della legge “sul dopo di noi” ed ascoltare alcune esperienze già poste in essere per gestire il “durante di noi”.  

Il convegno, moderato da Vincenzo Rebba si è svolto alla presenza del governatore del Distretto Triveneto 2060 Riccardo De Paola ed è stato l’occasione per presentare il nuovo portale www.oggidopodinoi.it che ambisce a divenire una piazza virtuale d’incontro per tutti i soggetti interessati al problema (istituzioni, associazioni e famiglie). Dopo i saluti istituzionali del presidente della Provincia, Ivan Dall'Ara, del sindaco di Adria, Omar Barbierato, di Chiara Paparella per l'Ulss 5 Polesana e Francesco Lazzarini dirigente dell'istituto professionale di Stato ospitante, il presidente del Rotary club adriese, Livio Penzo  ha aperto i lavori che sono stati moderati da Vincenzo Rebba. 

La tavola rotonda ha esplorato, col contributo dei notai Paolo Broccoli e Simonetta Doro, gli strumenti giuridici permessi per il sostegno della persona disabile alla perdita dei genitori convenendo sui limiti della normativa che, in questo momento, esclude dai benefici di legge le persone con disabilità lieve e media, tuttavia altrettanto esposte alle difficoltà della vita senza il sostegno familiare. Pur riconoscendo il valore sociale di questa legge che può considerarsi come lo sviluppo delle norme che regolano “l’amministratore di sostegno”, Broccoli ha introdotto una riflessione critica sul “paternalismo giuridico dell’ordinamento italiano” che, per tutelare le persone con disabilità, finisce con lo stabilire norme di liceità/illiceità sull’autonomia negoziale del tutelato, considerato un “cittadino ad autonomia limitata”. 

Si finisce così per creare un micro ordinamento teoricamente bellissimo ma spesso incoerente con la finalità di un programma personalizzato di garanzia anche perché, quando non vi sia la volontà o la possibilità per le famiglie di un lascito adeguato, la norma finisce per diventare uno strumento per pochi. Altrettanto si può dire per l’imposizione fiscale indiretta e il sistema delle deduzioni che penalizzano il reddito prodotto dall’eventuale trust con il quale si costruisce il programma di vita del disabile.

Ha quindi preso la parola Barbara Giunta, responsabile dei progetti d’inclusione all’istituto Cipriani, che ha raccontato del felice inserimento dei disabili cognitivi nel mondo del lavoro (superiore al 12% contro l’8% della media europea) e dell’importanza del ruolo della scuola che è fondamentale per promuovere il percorso all’autonomia. 

Leda Bonaguro, della Fondazione Cariparo, ha marcato la necessità di lavorare in rete per le associazioni confermando l’attenzione della Fondazione per l’inclusione sociale con un apposito bando che ha l’obiettivo di “Sostenere le persone con disabilità nel raggiungimento del maggior grado di autonomia possibile”. “Ciò che ho imparato in questi vent’anni come presidente di una onlus - ha concluso Leda - è che i disabili non finiscono mai di crescere purché sostenuti con adeguati stimoli”. 

Ugo Brasioli dell'associazione La Volanda ha raccontato l’esperienza maturata sia nel tema dell’inclusione lavorativa (6 assunzioni e 14 tirocini d’inserimento lavorativi, di cui 5 gestiti nel proprio laboratorio) e di promozione dell’autonomia extrafamiliare in un appartamento autogestito in cui vivono a rotazione 12 giovani d’ambo i sessi. L’esperienza più innovativa e tuttora unica in Polesine è quella costituita dal partenariato de La Volanda con la scuola pubblica nella realizzazione di attività propedeutiche al progetto “scuola potenziata”. Sul Dopo di Noi l’associazione sta valutando alcune possibilità ritenendo fra le migliori quella realizzabile nel Villaggio del Sole in Badia Polesine dove alle famiglie con disabile sarebbe possibile conservare un “focolare domestico”  beneficiando, al bisogno,  dei servizi offerti dalla struttura ospitante: una sorta di “con noi verso il dopo”.

Infine, Daniela Vicentini dell'associazione “La casa volante” di Legnago ha riproposto l’esperienza, illustrata l’anno scorso a Rovigo, però ampliatasi con una nuova casa a Gazzo Veronese, un’occasione di sollievo per le famiglie in un territorio povero di offerte. Ha poi affrontato il tema scabroso della morte rimosso dalla cultura imperante e della difficoltà dei genitori anche anziani di concepire un distanziamento dai propri figli. Da qui nasce la necessità di una crescita culturale da attivare, a partire dalle giovani coppie, anche per uscire dalla passività che si manifesta in una “richiesta di assistenza” incoerente con la promozione dell’autonomia, il “dopo” si prepara “durante di noi”. Daniela Vicentini ha rivolto una lamentela nei confronti della Regione Veneto che non ha ancora erogato i fondi previsti dalla legge 112 neppure a chi ha già avviato la vita indipendente.

Tutti i relatori infine hanno ringraziato il Rotary per l’attenzione ricevuta e per la splendida iniziativa del portale on-line.

Al presidente del Rotary club di Rovigo, Marco Avezzù Pignatelli che ha già dato appuntamento a tutti per l’anno prossimo, è stata affidata la conclusione dei lavori.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Sabato 6 Aprile 2019

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