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MUSICA ROVIGO

Giovi al Premio De André incoraggiato a coltivare il suo fuoco interiore 

Il 16enne Giovanni Guarnieri tra i 12 finalisti del premio che viene consegnato da Dori Ghezzi. Esperienza incredibile all’auditorium della musica di Roma 

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ROVIGO - Giovi è tornato dalla finalissima del premio Fabrizio De André, il gran finale della kermesse che mette in luce gli emergenti della canzone d'autore, premiati da Dori Ghezzi. Erano 12 i finalisti della diciassettesima edizione del Premio, che si è tenuta a Roma, nella sala Petrassi dell’Auditorium del parco della Musica, a laurearsi vincitore Manuel Apice, mentre i salernitani Levia hanno conquistato il premio del pubblico del web; Motta è stato premiato col riconoscimento per Quelli che cantano Fabrizio. 

Giovi non ha vinto il primo premio, ma come dice lui “ho 16 anni” e “ho fatto incontri importanti e ricevuto il supporto di tantissimi personaggi qualificati”. Ma ecco la sua storia. “È stata una serata meravigliosa e una esperienza che mi ha fatto crescere molto. Il palco ha un’acustica perfetta e sono stato seguito da uno staff tecnico di grande livello. E tutto questo davanti ad una giuria di professionisti ed esperti del settore. Ho sedici anni. E va più che bene così.

Mi ha accompagnato il maestro Fabio Di Cocco un professionista che ha suonato per artisti come la Bertè o Paola Turci. Ha capito perfettamente cosa amo della musica e ha caricato il mio brano di note soul che sono quelle che prediligo e sulle quali la mia voce rende di più.

Dori Ghezzi è stata di una cortesia infinita. Mi ha fermato più volte dietro le quinte. Mi ha voluto conoscere, sapere quello che faccio, le mie canzoni e il mio rapporto con la musica. Ha apprezzato molto il mio brano e e mi ha fatto molti complimenti. Mi ha detto che non devo mollare assolutamente, e che vede in me un fuoco dal quale mi devo lasciare guidare perché mi farà fare molta altra strada.

Anche Carlo Massarini è stato estremamente gentile. Un onore essere intervistato da lui. Al termine della serata poi è venuto a cercarmi. Pensavo di aver fatto qualcosa di sbagliato. E invece era per dirmi che a suo giudizio ho qualcosa di particolare che tra qualche anno potrei avere un futuro nella musica.

Ho anche conosciuto Motta, uno dei big premiati nella serata, col quale mi sono fermato a parlare e scherzare dietro le quinte. È un artista gentile e molto disponibile. Poi mi ha fermato il biografo ufficiale di De André. Anche lui si è complimentato molto dicendomi che avrei dovuto vincere la serata.

Ma come ho risposto, non solo a lui, la vita è fatta di occasioni ed incontri non di premi. E me venerdì sera ne è stata data una immensa che mi dà nuovi stimoli. Così doveva essere e così è stato. E, come dicono i miei genitori, è quanto mi deve bastare. Gli applausi, il clima, gli artisti che ho conosciuto, tutti con la mia stessa passione, l'essersi esibito in un ambiente di una professionalità e perfezione simile sono un tesoro che porto e porterò con me per sempre".

Articolo di Lunedì 8 Aprile 2019

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