Condividi la notizia

SANITA' PROVINCIA DI ROVIGO

Sabato mattina le bandiere tornano davanti agli ospedali della Provincia

La Cisl di Padova Rovigo denuncia i tagli che sta subendo la sanità polesana e mette in campo manovre unitarie insieme alle altre sigle sindacali

0
Succede a:

ROVIGO - Doppio presidio davanti agli ospedali di Adria (con partenza dal municipio) e Trecenta sabato 13 aprile alle 9 da parte di Cgil, Cisl e Uil che si daranno appuntamento poi alle 10.30 davanti al Santa Maria della Misericordia di Rovigo per andare poi in corteo verso la Cittadella sanitaria per protestare contro le schede ospedaliere

E’ la Cisl Padova Rovigo, infatti, a mettere in luce gli effetti più preoccupanti delle schede sul sistema sanitario del Polesine. Le criticità riguardano soprattutto le strutture di Adria e Trecenta. Nell’ospedale di Santa Maria degli Angeli di Adria è stato risparmiato dalla Regione ma non si sa ancora se anche dal ministero, il punto nascite, ma l’ospedale è stato declassato da spoke a ospedale di base e ha perso 20 posti letto e le apicalità di chirurgia generale (dove lo scorso anno sono stati fatti 721 interventi), urologia e pediatria. L'area materno-infantile perde 16 posti letto.

L’ospedale San Luca di Trecenta ha visto l’aumento dei posti letto in medicina generale (30), ma ha perso due apicalità, anestesia e terapia intensiva e chirurgia generale, oltre a ostetricia, oncologia e l’unità spinale. Il saldo finale dei posti letto complessivi è negativo per 10 unità. L'ospedale di Rovigo ottiene 18 posti letto in più in area medica, 2 nell'area materno-infantile e un'apicalità per neuropsichiatria infantile, ma perde 25 posti letto in area riabilitativa per lungodegenti, con un saldo complessivo negativo di 5 posti letto

“La nuova riorganizzazione, prevista con l’applicazione delle schede ospedaliere – commenta Francesca Pizzo, della Cisl Padova Rovigo - ci sembra, pur riservandoci un approfondimento più puntuale, rafforzi la convinzione che l’Ulss5 sia destinata a rimanere il fanalino di coda delle aziende sanitarie venete, per capacità di risposta assistenziale e per equilibrio di bilancio, nonostante gli indici di qualità mantenuti fino ad oggi superiori alla media regionale”.

La sensazione condivisa è che per l’ospedale di Adria si stia assistendo a uno svuotamento progressivo di contenuti. “E’ certamente positivo che le mamme del Basso Polesine potranno continuare a partorire ad Adria, ma si sentirebbero più sicure se fossero garantite loro le strutture adeguate per affrontare possibili difficoltà durante e dopo il parto. Perché il punto nascite possa garantire un servizio di qualità è necessario che venga tutelato il reparto materno infantile e previsto un primariato di pediatria, che al momento non è contemplato”. Mentre per Trecenta, la Cisl si domanda che senso abbia un reparto di chirurgia, per quanto ridotta nei posti letto e nella funzionalità, se manca la terapia intensiva.

“Questo progressivo smantellamento delle eccellenze territoriali – prosegue la sindacalista – rischia di riflettersi negativamente sia sui livelli occupazionali che sulla qualità dell’assistenza e saranno i cittadini a rimetterci, in un territorio fortemente penalizzato dalla conformazione geografica e dalle infrastrutture stradali di lunga percorrenza quasi assenti. Altra riflessione dovuta è la capacità di attrazione che le strutture ospedaliere devono essere in grado di comunicare per favorire l’inserimento di professionalità di alto livello, che difficilmente con una previsione di depotenziamento potrà avvenire”. 

Altro grande punto di domanda risulta essere la mancata applicazione del vecchio piano, che prevedeva l’attivazione dei posti di ospedale di comunità ad oggi quasi completamente disatteso, ma previsto dalle nuove schede. 

“Ad Adria – aggiunge Giulio Fortuni, della Fnp Cisl Padova Rovigo – dovrebbero essere confermati 24 posti letto di ospedali di comunità: a Rovigo 15 e a Trecenta 30. Per noi è indispensabile capire quando queste strutture intermedie saranno attuate, visto che sono importanti cuscinetti tra la degenza ospedaliera e le dimissioni; ci preoccupa molto il rischio che una sanitarizzazione prolungata possa tramutarsi in una lungodegenza con un esborso importante da parte dei pazienti”.

“Per dare voce alle forti preoccupazioni della cittadini che noi rappresentiamo – conclude Francesca Pizzo – abbiamo organizzato, unitariamente Cgil Cisl e Uil del territorio, due presidi davanti agli ospedali di Adria, con partenza dal comune e Trecenta sabato 13 aprile dalle 9 per poi ritrovarci a Rovigo alle 10.30 davanti all’ospedale per dirigerci insieme in corteo verso la cittadella socio-sanitaria dove alle 11.15 sono previsti gli interventi finali”.

Articolo di Martedì 9 Aprile 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it