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SANITA’ PROVINCIA ROVIGO

Mobilitazione generale contro il depotenziamento dei tre ospedali 

Sabato 13 aprile la protesta. Cgil, Cisl e Uil lanciano l’allarme-smantellamento della sanità polesana che esce molto ridimensionata con le schede ospedaliere della Regione Veneto

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ROVIGO - Si svolgerà sabato 13 aprile la manifestazione provinciale, a cui parteciperanno i sindaci, organizzata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil per protestare contro le schede ospedaliere e il depotenziamento dei vari ospedali polesani. Le tre sigle sindacali partiranno contemporaneamente con due presidi alle 9 davanti al comune di Adria (con spostamento verso l’ospedale dove si terrà il comizio) e davanti all’ospedale di Trecenta. Al termine le corriere partiranno per il capoluogo. Alle 10.30 infatti le due manifestazioni convoglieranno in un’unica grande manifestazione davanti alla struttura ospedaliera di Rovigo con un successivo corteo, partenza alle 10.45, fino alla Cittadella sanitaria davanti alla quale interverranno i segretari provinciali delle 3 sigle sindacali. 

“La proposta di schede ospedaliere della giunta regionale del Veneto - dicono in un comunicato congiunto Cgil, Cisl e Uil - penalizza particolarmente gli ospedali di Adria e Trecenta, in un continuo depotenziamento. L’ospedale di Trecenta perde la terapia intensiva e vede sfumare la centralità quale punto di riferimento per la riabilitazione a vantaggio della Casa di cura di Rovigo”. Ancora più grave secondo i sindacati è il taglio operato dall’ospedale di Adria che perderebbe oltre 32 posti letto dell’area chirurgica e urologia, a vantaggio dell’ospedale di Porto Viro che diventerebbe il punto di riferimento del Basso Polesine anche quale Centro trauma di zona. 

“Si decide un forte ridimensionamento dell’area materno infantile di Adria dove scompare l’apicalità di pediatria - scrivono i sindacati - riducendo i posti letto da 24 a 8 vincolando anche il poco che rimane al punto nascite che ancora attende la deroga del ministero ma che, così come strutturato sembra solo rinviarne la chiusura. A questo si aggiunga che l’ospedale di Adria perde il ruolo di spoke e viene classificato in ospedale di base-nodo di rete, in una chiara idea di potenziamento dello stesso ruolo per acuti”. 

Per Cgil, Cisl e Uil è una situazione gravissima che sta mettendo a rischio la sanità pubblica del territorio e che nei fatti crea i presupposti per un futuro ridimensionamento anche di Rovigo “che impoverito delle due strutture periferiche e con una forte competizione del privato, ne rischia la centralità per il prossimo futuro”. 

Articolo di Venerdì 12 Aprile 2019

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