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#elezioniLENDINARA2019

Cambiare il sindaco per terminare comportamenti intollerabili nel “fare” politica

Alessandro Ferlin si candida ufficialmente contro l’uscente Luigi Viaro il cui comportamento, secondo lo storico ex primo cittadino, nuoce alla comunità ed espone Lendinara ad essere percepita come poco affidabile

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LENDINARA (Rovigo) – Alessandro Ferlin scioglie le riserve: sarà candidato sindaco contro il disegno di Luigi Viaro di assicurarsi altri 5 anni da primo cittadino.
Ferlin sa di essere il sindaco “storico” di Lendinara, quel ragazzo che si è fatto voler bene dalla città ai tempi di Pietro Bassani e che è conosciuto da tutti. Ferlin sa anche non sarà facile, visto il modo di fare politica del suo successore Luigi Viaro a cui, 5 anni or sono, consegnò la guida della città. Il passaggio di consegne non lo ha soddisfatto, ed ora Ferlin lo pretende indietro adducendo motivazioni per le quali Viaro non sarebbe adatto a fare il meglio per la “sua” Lendinara.

“La mia scelta di tornare in campo deriva dalla volontà di voler riportare Lendinara ad avere un’amministrazione che non si fermi solo a dare alla città un’immagine brillante, accogliente, luccicante – commenta Alessandro Ferlin - insomma una città dove è possibile fare sempre tutto, ma principalmente una amministrazione capace di portare il proprio peso nei tavoli di decisione extracomunali, provinciali e Regionali, che quindi non si focalizza solo a realizzare eventi-manifestazioni puntuali, che sono comunque importanti, ma un amministrazione che cerchi di tessere rapporti e relazioni capaci di diventare strategiche per il futuro della città, e del patrimonio territoriale, per garantire o perlomeno cercare di garantire ad essa e per essa la possibilità di poter fare scelte oggi, che possiamo discutere e prendere liberamente prima che ci vengano imposte dall’alto, ne sono un esempio le tematiche legate alla sanità, allo sviluppo territoriale, alla sicurezza, all’ambiente, all’istruzione.
Proprio perché non più in grado di tollerare tali comportamenti, per l’uso spregiudicato del suo ruolo nei confronti della comunità e solo per queste ragioni, mi metto a disposizione affinché i cittadini possano liberamente avere la possibilità di scegliere il futuro amministratore e coalizione per la guida di questa città alle imminenti elezioni comunali.

La mia storia di amministratore locale inizia 25 anni fa nel 1995 tra i fondatori di Voce Lendinarese, oggi Urbanitas, ricoprendo prima il ruolo di assessore 1995-1999 poi di sindaco dal 2004 al 2014, successivamente sono stato tra i sostenitori dell’attuale sindaco uscente.
Conosco molto bene tutti gli attori in campo, ma soprattutto quello che la maggior parte dei cittadini non conosce o forse non immagina e cioè quello che succede dietro le quinte e come si muovono i vari protagonisti della scena politica lendinarese.
Non tocca a me fare l’inquisitore, ne tantomeno voglio fare il moderno Robin Hood della situazione, ma la soglia di ipocrisia e demagogia alla quale tutti noi siamo sottoposti ha raggiunto un livello tale, da risultare paradossale e surreale, mi riferisco a quello che stiamo vivendo come cittadini, associazioni e dipendenti.
Alleanze che si dividono per poi ricostituirsi in schieramenti più o meno convenienti, gruppi e partiti alla caccia di visibilità e posti. Rappresentanti di partiti che pensano di intercettare il voto dei cittadini solo ed esclusivamente pensando che sbandierare un marchio simbolo sia sufficiente a sdoganare o valorizzare la propria persona storia o credibilità.
A tutti i cittadini a tutti gli elettori mi sia consentito di richiamare la vostra attenzione e di non sottovalutare o minimizzare i fatti successi negli ultimi giorni e liquidare il problema con un “sono le solite baruffe tra partiti e persone”.

C’è stato negli ultimi mesi  il tentativo da parte del sindaco uscente, in nome di un “nuovo clima” di una sbandierata comunità tutta china, protesa e riverente verso di lui, di fare una grossa coalizione formata della sua attuale maggioranza, Orizzonti Comuni e costituire una nuova alleanza per le prossime elezioni amministrative, che oltre ad includere una parte di Forza Italia e Lega, fino ad oggi in opposizione, anche il Partito Democratico, di fatto includendo nel nuovo soggetto tutta la minoranza attuale che si era presentata alle scorse elezioni con la lista Insieme in Comune ad eccezione dei Cinquestelle a cui non ha mancato di strizzare invano l’occhio, con il risultato di essere riuscito a dividerne comunque una modesta rappresentanza, Italia in Comune, e che recentemente ha proposto ai suoi sostenitori quantomeno di incontrarli e ascoltarli.
Tale movimentismo avrebbe avuto come risultato finale praticamente una unica grande coalizione cercando di ridicolizzare e riducendo a un modesto risultato qualsiasi tentativo di costituire una seconda lista di opposizione. Con il risultato finale in cui noi cittadini avremo dovuto con il nostro voto acclamare e ratificare il suo operato ed il suo obiettivo.

La voce di una mia possibile disponibilità di ritorno in campo di qualche settimana fa, ha suscitato tanta incredulità e stupore verso l’attuale maggioranza, tanto da invocarne una rapida smentita ancora prima di ufficializzarla.
Possiamo dire che il rapido susseguirsi degli eventi a cominciare dalla presa di posizione del gruppo civico Urbanitas, gruppo che faceva capo ad Icm, e che a lungo ha cercato di contribuire attraverso la sottoscrizione di un documento ad un vero cambio di passo dei gruppi civici che ne fanno capo, affinché si potesse far fronte comune ad alcune situazioni e modalità quantomeno discutibili da parte del sindaco.
Il risultato finale è stato il totale disinteresse da parte degli altri gruppi di voler fare chiarezza alle istanze sottoposte per cui Urbanitas per coerenza non ha potuto fare altro che uscire articolando e motivando le proprie ragioni.

Tra le motivazioni anche la richiesta al sindaco di fare chiarezza sul presunto accordo con il Partito democratico sempre palesemente smentito alla sua maggioranza e ai rappresentanti dei partiti Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia locali e provinciali, sostenitori fin da subito di escludere tale partito dalla futura coalizione ma mai chiarito da parte del Sindaco.
A questo punto Il PD, partito ricercato e voluto dal Sindaco, per raggiungere il suo obiettivo, tanto da aver stipulato un accordo con la stretta di mano a 10 rappresentanti nel suo ufficio in comune il 19 febbraio, non ha potuto fare altro che esporre ufficialmente i fatti avvenuti senza sortire anche in questo caso alcuna perplessità ed indignazione o richiesta di chiarimenti, verso queste modalità, da parte dei suoi sostenitori che a questo punto sembrano tutti assuefatti dalla voglia di arrivare al traguardo della vittoria, che fino a pochi giorni fa sembrava scontata.

Il sindaco non cerchi di sviare con sequenze di articoli di stampa il suo deplorevole comportamento e non cerchi di ribaltare ad altri gruppi o persone quello che è solo ed esclusivamente farina del suo sacco e abituale modo di fare. Il ruolo di sindaco non è quello scontato di fare buona amministrazione ma deve essere anche persona coerente, garante, affidabile e responsabile della carica, perché prima di tutto egli rappresenta l’Istituzione Comune e una intera comunità. Il suo comportamento non nuoce solo alla nostra comunità, ma espone Lendinara ad essere percepita come Ente poco affidabile nei confronti di altri Comuni e nei tavoli Provinciali e Regionali con il conseguente progressivo isolamento per mancanza di credibilità.
Viaro non teme la competizione con Alessandro Ferlin affermando di essere oramai entrato in sintonia con la gente e di essere cambiato agli occhi dei lendinaresi: “La gente sta capendo che quel Viaro di 5 anni fa che non si conosceva, e che si considerava come l’uomo che faceva dietrologia, il dietro le quinte ed il gran manovratore di tutto e di tutti è stato invece uno che per 5 anni era alle 5.30 in piazza per fare il Sindaco (parole sue).

Assumendomi la piena responsabilità di quello che dico a mio avviso il Sindaco afferma di essere  cambiato agli occhi di una parte dei lendinaresi, ma, a mio modesto parere, non solo è rimasto lo stesso (quello che la gente lo considerava parole sue) , ma ha addirittura aggravato i suoi comportamenti, in quanto tali atteggiamenti  e metodi che prima avvenivano come politico locale, oggi avvengono con il ruolo di Sindaco nell’ufficio del Sindaco rappresentante e garante di tutta la comunità lendinarese.
Articolo di Sabato 13 Aprile 2019

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