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#elezioniROVIGO2019

Nello Piscopo dopo 23 anni divorzia da Forza Italia

L’ormai ex azzurro supporterà Fratelli d’Italia, relativamente a Fi dice “non è più il movimento di un tempo. Un errore non correre tutti nella stessa direzione”

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ROVIGO - Dopo 23 anni di onorato servizio Nello Piscopo lascia il partito degli azzurri, “non con poca sofferenza e tanta emozione” per appoggiare Fratelli d’Italia, dando praticamente una mano a Samantha Tibbe, che sarà candidata per il consiglio comunale. Una decisione sofferta, come ammette lui stesso, nella sua lettera di commiato: “Credo, nel mio piccolo, in tutti questi anni, di aver contribuito al radicamento sul territorio del nostro movimento e di aver lavorato senza mai tirarmi indietro a tutte le iniziative che sono state organizzate. Con la speranza di aver rappresentato nella maniera migliore Forza Italia nelle varie istituzioni di cui con onore e gioia ho fatto parte”. Piscopo fa un grosso in bocca al lupo sperando (“senza rancore e nel pieno rispetto del rapporto di amicizia e di collaborazione che c'è sempre stato”), che le strade in un futuro prossimo si possano nuovamente incrociare. 

Ma cosa c’è alla base di tale decisione agli sgoccioli dalle amministrative? “Questa - ammette Piscopo - non è più la Forza Italia di un tempo. Parlo a livello locale ma anche regionale e nazionale”.
Per quanto riguarda il locale, l’ex assessore spiega di non condividere la strategia: “E’ una politica di isolamento rispetto a quello che è il centrodestra. Stiamo accusando la Lega di allontanarsi dal centrodestra, ma la mia impressione è che siamo più noi ad andare sempre più lontano con il nostro tipo di politica. Oggi siamo noi all’angolo. Ma non tanto per i numeri ma sotto l’aspetto strategico. Quindi la scelta era doverosa”. Piscopo metterà a disposizione la sua esperienza a Fratelli d’Italia, “un gruppo giovane che ha voglia di fare”.

Per quanto riguarda gli ex compagni, invece, “secondo me bisognava fin dall’inizio che tutti i partiti convergessero su un’unica posizione e oggi il partito sta arrancando. Ciò mi dispiace tantissimo. Non lo dico per spirito di vendetta. E’ una critica personale. Anche lanciare nomi di candidati, per poi ritirarli e rimetterli nuovamente in gioco: questo non fa bene alle persone e allo stesso partito. E’ una strategia che non premia. C’era la necessità di avere un centrodestra unito. Altrimenti si fa un autogol”. 

Articolo di Sabato 13 Aprile 2019

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