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INCONTRO ROVIGO

Cisl, il patto con i futuri sindaci per il rilancio del capoluogo e del Polesine

Nella sede della Cisl è stato sviluppato il Laboratorio di idee da parte dei responsabili del sindacato 

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ROVIGO - Un patto tra le forze sociali per lo sviluppo del Polesine, a partire da Rovigo, e per la sua gestione futura. Lo ha proposto Giovanna Ventura, reggente della Cisl Padova Rovigo, nel corso del “Laboratorio di idee” svoltosi nella sede Cisl di Rovigo il 15 aprile. Diversi i candidati sindaci di diversi comuni del Polesine in sala. Obiettivo dell’incontro, avviare una riflessione aperta a tutta la cittadinanza sulle prospettive di sviluppo di Rovigo e di tutto il polesine. Il titolo “Laboratorio di idee” rispecchia la volontà da parte della Cisl di portare su tutto il territorio le proprie idee per migliorare la qualità della vita delle famiglie, delle lavoratrici e dei lavoratori, dei pensionati, con l’obiettivo di aprire questo laboratorio alle persone che possono dare il loro contributo. La partenza è stata promettente, vista l’ampia partecipazione all’incontro, con la presenza di tutte le liste in corsa per il governo della città. “Stiamo organizzando otto iniziative in altrettante zone nelle quali abbiamo diviso l’area di Padova e Rovigo – ha spiegato Ventura – e siamo partiti proprio da qui perché il Comune sta per rieleggere i propri amministratori e quindi ancora di più in questo momento è utile e importante portare a chi si candida ad amministrare la città le idee della Cisl, contribuendo in modo attivo alla campagna elettorale. In questo momento c’è bisogno di idee. E noi vogliamo ribaltare la piramide per mettere al centro le famiglie, i lavoratori e i pensionati e andare a contatto diretto con le persone, come la Cisl ha sempre fatto. Una modalità – ha concluso – che vorremmo proporre anche per le politiche del territorio, portando alcune suggestioni da parte di chi vive questa realtà. E lanciare una sfida: stringere un patto tra le forze sociali per gestire lo sviluppo”. 

Questo il contesto nel quale si sono inserite le proposte nei diversi settori. Samuel Scavazzin, del comitato da reggenza, ha proposto un dialogo costruttivo con la futura amministrazione. “E’ necessario un piano di investimenti che valorizzi Rovigo stessa e tutto il Polesine, aumentandone la visibilità oltre i confini provinciali. E questo attraverso un potenziamento della progettualità del Comune di Rovigo nei confronti del governo nazionale e dell’Europa, un rilancio delle politiche abitative con un’attenzione particolare per i giovani, per i quali vanno promosse anche iniziative volte all’occupazione e all’autoimprenditorialità, da collegarsi con le opportunità offerte a livello regionale”. 

Stefania Botton, del comitato di reggenza, ha illustrato le ricadute sulla scuola di Rovigo e di tutto il polesine dell’autonomia differenziata così come si prospetta attualmente. “Una politica – ha sottolineato Botton – non condivisa con le organizzazioni sindacali che porterà a una differenziazione di contratti di lavoro, orari e retribuzioni. Ci preoccupa anche che una frammentazione dell’offerta formativa possa scardinare l’unicità dell’istituzione scolastica. Si profila inoltre il rischio di chiusura di istituti scolastici sottodimensionati”. Desta preoccupazione anche il futuro dei servizi socio-sanitari, sui quali è intervenuto Michele Roveron, segretario generale della Funzione pubblica, che ha voluto guardare oltre la protesta in corso per i tagli previsti dalle schede ospedaliere e ha messo l’accento sul ruolo che potrà giocare il sindaco di Rovigo come attore essenziale dello sviluppo, anche nei confronti della Regione. Roveron ha citato la mancata attivazione degli ospedali di comunità e le recenti proposte di riduzione di servizi pubblici, dalla Prefettura all’Ispettorato del lavoro, mentre “per rilanciare il territorio – ha concluso – il ruolo della pubblica amministrazione è un elemento di garanzia”.

Per Andrea Mosca Toba, del Comitato di reggenza, l’elemento principale da mettere in campo è la coesione sociale. “In questi anni – ha detto – Rovigo ha perso delle occasioni importanti per divenire un elemento centrale di quella che chiamavamo area vasta, per una sostanziale mancanza di regia. Ora la politica deve riappropriarsi del proprio ruolo, chiedendosi qual è l’idea che si è data di questo territorio. Come Cisl – ha concluso Mosca Toba – dobbiamo continuare a chiede le condizioni per creare sinergie di idee”. Chi ha spesso l’occasione di confrontarsi con le forze politiche, ma davanti alle aziende in crisi è Nicola Panarella, segretario Fim, che ha citato dati allarmanti relativi alla disoccupazione giovanile in polesine e ha messo l’accento sulla necessità di promuovere l’innovazione a livello industriale per creare occupazione. Fabrizio Da Lio, della Femca, ha citato il caso di Acquevenete come applicazione pratica di un’idea della Cisl, “che ha sempre sostenuto l’aggregazione tra aziende del servizio pubblico locale”. Sui progetti di riqualificazione urbana per il rilancio del territorio è intervenuto Giorgio Roman, della Filca. “E’ importante – ha detto – che nel settore dell’edilizia il Comune sia un polo di attrazione per lo sviluppo di tutto il polesine. Uno sviluppo strettamente legato al potenziamento delle infrastrutture. Per questo chiediamo ai futuri amministratori politiche indirizzate a questo settore, che è uno volano per tutta l’economia”.

 

Articolo di Martedì 16 Aprile 2019

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