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COMUNE BADIA POLESINE

[VIDEO] Un arzillo 102enne a Badia Polesine

Si chiama Umberto Marabase, ha da poco superato un importante traguardo e ha voluto condividere alcuni tra i momenti più significativi della sua vita

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BADIA POLESINE (RO) – Pochi giorni fa, il quattro aprile, Umberto Marabese ha compiuto 102 anni con una forma invidiabile e una lucidità sorprendente. 

Sposato tuttora con Lucentina Aguiari di dieci anni più giovane, vive in via XX Settembre circondato dall’affetto delle due “brave figlie ” come le definisce e uno stuolo di nipoti e pronipoti. 

Per oltre cinquant’anni commerciante ambulante prima di generi alimentari e poi di tessuti, ha smesso l’attività nel 1982. Imputa la sua perfetta forma alla serenità familiare e all’uso della bicicletta come racconta: “Prima della guerra andavo fino a Bondeno (oltre 70 chilometri fra andata e ritorno) e giravo per mezzo Polesine e la Bassa veronese per raggiungere i clienti e guadagnarmi da vivere”. 


Sopravvissuto alle privazioni della povertà giovanile, a due anni di guerra e alla tragedia della ritirata di Russia dove ha perduto molti compagni per freddo e stenti (racconta che al fratello furono amputate le dita della mano destra per il gelo), Umberto rientrò a Masetti, dove abitava. Perse la casa, distrutta dai bombardamenti degli Alleati e fu costretto a sfollare in località “Masetti bassi” di Salvaterra, qui conobbe la “sua bambina” di cui s’innamorò e con la quale da 72 anni condivide la vita “Senza mai mancarle di rispetto - ha sottolineato con parole schiette e commoventi - ma devo dire che ho una moglie speciale, senza di lei sarei già morto”. Nonostante l’operazione al femore, subita tre anni fa in seguito ad una caduta, l’arzillo Umberto tuttora si reca due volte al giorno nei bar della piazza, dove ama leggere i giornali e incontrare gli amici superstiti. Ha buon appetito “ma non ho mai esagerato” (ci tiene a precisare), non porta protesi acustiche e usa gli occhiali solo per la lettura, lamentando con autoironia qualche doloretto.  

Umberto, soprannominato “biscotti” (in riferimento al panificio dei bisnonni) ricorda, fra gli amici più cari, i fratelli Bruno (il Cavaliere) e Piero Granato: il primo “… apprezzato sarto in via degli Estensi che mi confezionò molti vestiti e il secondo, gioviale barbiere a Ficarolo, che andavo a trovare tutte le settimane”. 

All’inevitabile domanda su che cosa rimpiange del passato, a parte la gioventù, Umberto ha lapidariamente risposto “la fraternità di un mondo in cui tutti ci si conosceva e, in qualche modo, ci si stimava”. Infine ha confidato il segreto della sua felice longevità: “Un po’ di fortuna (che non deve mancare) e moderazione in tutto”. 

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Venerdì 19 Aprile 2019

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