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SANITA' PROVINCIA DI ROVIGO

L’impegno della Cisl Padova Rovigo contro i tagli nella sanità

Il sindacato sta tenendo sotto osservazione le varie strutture venete in attesa che vengano prese decisioni dalla giunta regionale in merito alla schede ospedaliere

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ROVIGO - Mentre si concludono le audizioni davanti alla V commissione e in attesa delle decisioni che dovranno essere prese a proposito delle schede ospedaliere, la Cisl Veneto ha diffuso un’analisi delle proposte regionali e delle sue richieste che sul territorio di Padova e Rovigo affrontano in particolare la ridefinizione di alcune strutture. 

“Per quanto riguarda il passaggio dell’ospedale Sant’Antonio all’Azienda ospedaliera – spiega Francesca Pizzo, dell’Ust Cisl Padova Rovigo – riteniamo dannoso parlarne prima della realizzazione del nuovo polo di Padova Est, anche perché non è stata nemmeno completata la riorganizzazione prevista dalla Legge regionale sull’istituzione dell’Azienda Zero”. Il documento regionale propone l’attivazione di un tavolo fra Ulss 6, Azienda ospedaliera e organizzazioni sindacali per gestire la fase di transizione. “La Cisl inoltre – aggiunge Pizzo – chiede il mantenimento del ruolo di presidio ospedaliero della Casa di Cura di Abano Terme, tenendo conto anche della vocazione turistica del bacino termale”.

A questo proposito, Michele Roveron, segretario della Cisl Funzione Pubblica Padova Rovigo, ha ricordato l’interesse suscitato dalla raccolta di firme promossa davanti alla struttura aponense. “Segno evidente – ha detto – di un’esigenza profondamente sentita non solo dai lavoratori, preoccupati per il loro posto di lavoro, ma anche dai cittadini, per i quali la Casa di cura è da anni un punto di riferimento importante. Anche la raccolta di firme organizzata in difesa dell’ospedale Sant’Antonio ha ottenuto grande successo, superando le 2.000 adesioni. A Montagnana è stato organizzato un presidio contro la trasformazione della lungodegenza in ospedale di comunità e l’azzeramento della riabilitazione, che costringerebbe i pazienti ad andarsi a curare a Conselve o altrove, mentre con il taglio della dialisi i pazienti dovrebbero andare a Schiavonia. In Polesine, siamo impegnati a Trecenta in difesa delle apicalità di anestesia e terapia intensiva e dei reparti di chirurgia generale, ostetricia, oncologia e l’unità spinale. Adria è stato declassato da spoke a ospedale di base e ha perso 20 posti letto e le apicalità di chirurgia generale, urologia e pediatria”.

La Cisl Padova Rovigo è quindi impegnata, insieme agli altri sindacati e alle amministrazioni comunali, nella difesa delle strutture di tutto il territorio. “La cosa più importante – conclude Francesca Pizzo – è la garanzia degli standard di sicurezza per la cura dei pazienti, ma anche il mantenimento di servizi accessibili alla portata delle esigenze del territorio. A questo proposito riteniamo indispensabile il mantenimento di alcune attività specialistiche che rispettino il diritto alla salute tutelato dalla Costituzione per tutti i cittadini, anche attraverso una logica di rete che dovrà comunque essere sottoposta ad un confronto con il sindacato. Per la Cisl resta centrale il tema del personale, con la compensazione delle carenze attuali e il completamento della rete territoriale delle strutture intermedie, come già previsto dalle recedenti schede ospedaliere. Nel caso in cui il confronto non dovesse produrre i risultati sperati, ci attiveremo per tutte le iniziative utili a salvaguardare i diritti della cittadinanza e dei lavoratori”.

Articolo di Venerdì 19 Aprile 2019

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