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RUGBY CONTINENTAL SHIELD

Con maggiore disciplina si poteva fare il miracolo 

I commenti del dopo gara, Rovigo vince ma non esulta, Calvisano dimostra ancora una solidità da prima della classe. Le parole di Casellato, Properzi, Brunello, Zambelli, Favaretto e Majstorovic 

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ROVIGO - In ambito internazionale dieci calci contro sono una enormità, quando si arriva a subirne quasi il doppio è già un miracolo vincere la partita. E’ successo alla FemiCz Rovigo in gara di Continental Shield sabato 20 aprile. In palio oltre alla coppa che non c’era, 40 mila euro che avrebbero fatto comodo a viale Alfieri, invece se li è portati a casa il Calvisano che aveva già ipotecato la vittoria (nel doppio confronto) in gara 1.

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“Purtroppo in queste ultime 4-5 partita ne stiamo facendo una esagerazione di falli - ha ammesso Denis Majstorovic - è stata una bella partita, peccato per il risultato (30-28 per i Bersaglieri, 29-13 per il Calvisano in gara 1), però intanto non sono più imbattibili”. Per i forte tre-quarti centro croato anche un “fischio” contro per proteste “Sono stato uno sciocco, lo sappiamo che non si dovrebbe parlare con l’arbitro”. Forse un po’ di stanchezza, il primo caldo, per i Bersaglieri falcidiati dagli infortuni dovrebbero essere pronti al rientro in gruppo Angelini, Joe Van Niekerk e Modena (Canali per gara 1 di semifinale di Top12), l’indisciplina in genere è un sintomo chiaro di poca lucidità, forze fresche potrebbero rimediare a questo problema.

“Dispiace, i ragazzi hanno fatto una buona partita - ha commentato coach Umberto Casellato che per l’occasione è ritornato in panchina - abbiamo preso 19 penalità, di cui i tre “dieci metri” gravissimi. Loro hanno cercato di non darci ritmo come era prevedibile, poi in alcuni frangenti siamo riusciti a metterli in difficoltà, anche in mischia, e questo ci fa ben sperare. Ci siamo ripresi dal match di Verona con gli avanti, siamo competitivi, la touche ha funzionato a corrente alternate, ma Calvisano è la squadra da battere e la più forte in rimessa laterale. Prima dei playoff abbiamo il San Donà, facendo tutti gli incroci immaginabili ci toccherà il Petrarca Padova con tutta probabilità”. Preferenze per gli accoppiamenti di playoff nessuna per coach Casellato “Ci sta tutto e il contrario di tutto, intanto questa doppia gara di playoff di Continental Shield ci è servita per imparare, non possiamo mollare come in gara 1”.

“Devo fare i complimenti a Vecchini e Pomaro (classe 1998 e 1999) che nell’ultima mischia hanno tirato fuori gli attributi, il gruppo c’è ed ha un cuore. Son contento per loro e per Jacques Momberg che è un leone, anche oggi ha fatto 80 minuti, è diventato un leader molto disciplinato in campo, è cambiato molto da inizio torneo, sta sviluppando il gioco che gli chiedo. Averne come lui in campo”.

Calvisano che dalla piazzola è stato infallibile, Paolo Pescetto non ha sbagliato un colpo, mentre nel primo tempo i Bersaglieri hanno lasciato per strada sette punti, di cui tre facili “Potevamo fare il miracolo con un po’ più di confidenza, forse cinque punti in più ci potevano servire per la fiducia nella ripresa, speriamo che Pescetto li sbagli tutti in finale. Comunque partiamo dalle cose positive, mischia, touche e gioco, abbiamo difeso ed abbiamo subito una sola meta da palla vagante, Calvisano è una squadra molto cinica che ti punisce”.

“Il primo obiettivo era fare più 17 punti, il secondo era vincere - il commento di Kino Properzi tecnico degli avanti - il nostro obiettivo era riscattare le ultime prove, oggi ho visto rugby, spirito, combattimento, unico problema è che abbiamo preso una marea di penalità. Non possiamo permettercelo a questo livello. La nota positiva è che i ragazzi hanno combattuto, in mischia anche i giovani hanno fatto quadrato, l’ultima è stata fondamentale per vincere la partita. Complimenti a loro”.

Sull’indisciplina del Rovigo cerca di spiegarla l’allenatore avversario “Forse dovendo recuperare tanti punti mette un po’ troppa foga nei punti d’incontro, poi l’arbitro ti punisce”. Parole di Massimo Brunello che dopo aver espugnato il Battaglini in campionato ha perso in Coppa, ma è come se avesse vinto nel computo delle due gare di Continental Shield. “I cambi hanno fatto la differenza secondo me - ha spiegato il tecnico polesano - questa era la partita più difficile per noi, avendo 16 punti di vantaggio da gestire c’era il rischio di venire qui e prendere una imbarcata con un Rovigo arrabbiato e con tutti i titolari (a Calvisano mancavano Vunisa e Van Vuren, Van Zyl non gente qualsiasi, ndr), invece i vari Koffi e i ragazzi giovani hanno fatto bene e mi danno entusiasmo per il futuro”. Su Pescetto il coach ammette “Era da quattro anni che non vedevo un piazzatore simile”. Difesa del Calvisano che non è stata granitica come al solito, sicuramente il grande merito è dei Bersaglieri, ma per Brunello “E’ stato anche un problema nell’uno contro uno, ma questa è stata una partita dura, loro sono entrati carichi e con tanta voglia, c’erano tutte le caratteristiche per fare una brutta figura, invece. Ora per il campionato ci manca l’ultimo gradino per arrivare primi in regalar season (Contro il Valorugby, ndr)”.

“Ogni partita c’è qualcosa da imparare (riferendosi ai numerosi calci di punizione subiti), speriamo che la vittoria sia di buon auspicio per le semifinali e la finale - ha commentato il presidente Francesco Zambelli - fino ad un minuto dalla fine potevamo farcela. Calvisano è stato anche fortunato, negli ultimi minuti loro sembrano avere qualcosa in più. E’ un po’ di partite che sembra che abbiamo disimparato a giocare a rugby, falli a ripetizione, proteste, un po’ strana questa storia, comunque penso che abbiamo dimostrato che vogliamo arrivare fino in fondo. Son contento per Halvorsen premiato come migliore in campo, quando è entrato ha sempre dato il massimo durante la stagione”.   

“Una partita alla portata, sul 30-18 ci ho sperato - ha commentato il direttore sportivo Giuseppe Favaretto - invece l’indisciplina ci ha punito. Bene in mischia e in touche, bene anche lo spirito, peccato per i troppi calci di punizione. Dobbiamo gestire bene queste situazioni, il direttore di gara ha preteso la massima disciplina e quei tre episodi in cui ci ha dato i 10 metri di penalità ci sono costati sei punti. Dobbiamo lavorare sulla testa dei ragazzi”. 

Giorgio Achilli

 

Articolo di Sabato 20 Aprile 2019

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