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#elezioniLENDINARA2019

“Lendinara non è il paese dei balocchi e non ha bisogno di un Mangiafuoco”

La sfida elettorale si infiamma: il candidato Alessandro Ferlin punta il dito contro il sindaco uscente Luigi Viaro definendolo “politicamente inaffidabile”

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LENDINARA (RO) – Dopo l’annunciata discesa in campo (LEGGI ARTICOLOAlessandro Ferlin torna sul pezzo per approfondire le ragioni della sua decisione che mira a contrastare il sogno “bulgaro” dell’attuale sindaco Viaro. 

Ferlin, almeno inizialmente, aveva sostenuto l’attuale maggioranza fintantoché è riemersa la vera natura del sindaco, descritto come  "il manovratore e l’intrallazzatore che un po’ tutti conoscevamo ma che speravamo consegnato al passato. Purtroppo Viaro non ha cambiato pelle e il suo stile, per così dire “doroteo”, è puntualmente riaffiorato rendendolo inaffidabile”.

L’ex sindaco non discute gli indubbi risultati amministrativi dell’attuale giunta (benché figli, in buona misura, del decennio targato Ferlin) ma punta il dito sulla deontologia, lo stile e la credibilità dell’attuale primo cittadino. Quello che non gli non va proprio giù è la spregiudicatezza di Viaro nell’usare le sedi e il ruolo istituzionali per tessere e disfare accordi elettorali purchessia, con una disinvoltura scandalosa: “a tutti promette, però è sempre pronto a negare, come ha fatto incontrando nel suo ufficio una delegazione del Pd per un accordo prontamente ricusato annusando l’aria che tira, ma Stefano Borile avrebbe in mano un foglio che conferma questa versione. E’ la politica dell’usa e getta che la gente ha il diritto di conoscere  per  orientarsi nell’urna”. “Dietro l’ecumenismo Luigi Viaro cela il culto della propria personalità, relegando tutti gli altri al ruolo di comparse o, al più, ne sfrutta i possibili consensi elettorali”. 

Il disegno, perseguito da Viaro, (ancorché naufragato per un veto dei partiti di centrodestra) di trasformare la sua giunta nell’arca di Noè in cui tutti s’imbarcano col miraggio di vincere facile era politicamente innaturale e incoerente.  

Viaro è politicamente inaffidabile - dice Ferlin - e non basta a mascherarlo l’iperattività amministrativa, quasi compulsiva, con la quale vorrebbe accreditare Lendinara come il paese dei balocchi, ma la città non ha bisogno di un novello Mangiafuoco”. La gente deve sapere che Lendinara non è quell’isola felice che il sindaco vuol far credere e che anzi il suo isolamento, nel contesto polesano, è aumentato in questi cinque anni”.

 “Lendinara non può diventare il trampolino di lancio per le ambizioni personali di Viaro che, come si vocifera, mira al seggio nel consiglio regionale”. 

Alla domanda su come farà ad accreditarsi agli elettori moderati adesso che Lega e Forza Italila hanno sposato la causa di Viaro, Ferlin replica rivendicando la sua coerenza politica e il suo ruolo storico: “La gente mi conosce, sa chi sono e come mi sono comportato negli anni in cui ho amministrato e anche dopo - aggiunge - vada come vada combatterò questo modo di fare politica”. 

Il modello che vorrei replicare è quello della semplificazione amministrativa, quello per intenderci proposto dal gruppo dei 35 sindaci di centrodestra e di centrosinistra che, pur non rinnegando l’appartenenza al proprio simbolo, hanno unito le forze anteponendo alle logiche correntizie il bene comune. Solo così si è potuti giungere alla fusione delle società partecipate in Acquevenete prima e poi per il Consorzio del conferimento rifiuti, una scelta contrastata che però, triplicando gli investimenti ha prodotto benefici ai cittadini con l’abbassamento della tariffa del 2% e assicurato ritorni economici ai comuni per 9milioni di euro (dei quali 600mila a Lendinara) per i crediti maturati verso Polesine acque”. La logica del campanile, spiega, finirà per danneggiare anche Lendinara.

La lista Ferlin, al momento è sostenuta da Urbanitas, dai fuoriusciti di Icm (Iniziativa civica dei moderati) e da alcune personalità come della società civile, avrà sede in quella che fu della Voce Lendinarese, di fronte al teatro Ballarin. Al momento non è dato sapere se avrà il sostegno del Pd.

Nel caso in cui non riuscisse a scalzare Viaro, Alessando Ferlin promette un’opposizione vera e puntuale, per preparare una nuova generazione politica pronta a riprendere le redini della città. Basta quindi col “volemose bene” imbarcando chiunque pur di vincere facile (scelta che spesso controproducente, come insegnano i “commissariamenti” anche recenti). L’appello rivolto da Ferlin agli elettori si riassume in un: “Valutate l’affidabilità dei contendenti”.

Quella che inizia è, dunque, una battaglia elettorale vera che vede certamente contrapposte storie personali, stili e visioni della città che, al netto d’ogni slogan, solamente i cittadini di Lendinara col voto potranno risolvere. 

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Sabato 20 Aprile 2019

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