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LUTTO LOREO

In corteo da Rosolina a Loreo per l’ultimo saluto a Francesco Visentini

Martedì 23 aprile il funerale del fondatore dei cantieri navali Visentini di Porto Viro. Si è spento sabato 20 aprile; la sua è stata una vita sempre dedicata alla crescita dell’azienda

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LOREO (RO) - Si terrà martedì 23 aprile alle 11 l’ultimo saluto a Francesco Visentini, il patron dei cantieri navali Visentini di Donada di Porto Viro conosciuti in tutto il mondo che è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari sabato 20 aprile nella sua abitazione a Rosolina all’età di 94 anni (LEGGI ARTICOLO).

A darne il triste annuncio è stata la figlia, i figli, il genero, le nuore, Adriana, il fratello, le sorelle, i cognati, i nipoti e i parenti tutti. L’impresa funebre Ferrari si occuperà del funerale che partirà dall’abitazione di Visentini in via Santa Teresa, 26 a Rosolina per andare alla chiesa arcipetrale di Loreo dove alle 11 si celebrerà la messa; dopo il rito funebre la salma di Francesco Visentini sarà posta nel cimitero di Loreo.

La sua storia inizia sessant’anni fa, da un piccolo cantiere navale di proprietà del padre in cui lavorava come meccanico. Nel 1965 ebbe un’intuizione: capì che nel luogo in cui si trovava difficilmente sarebbero arrivate occasioni di fortuna e così decise di spostare l’attività sulla Romea in cui si trova tuttora.

All’epoca non vi erano ostacoli tali da impedire la realizzazione di navi anche di grosso tonnellaggio che però arrivarono circa una trentina d’anni più avanti. Ciò comunque non gli impedì di realizzare grandi navi-traghetto che venivano e vengono utilizzate tuttora per solcare il Mediterraneo e i mari del Nord Europa da diverse compagnie marittime. Dalla fondazione, infatti, l’azienda ha costruito 230 navi. 

Ciononostante, il dato per Francesco Visentini non è mai stato motivo di vanto o per inserirsi in vari club d’elite come il Rotary o il Lions che ha sempre rifiutato, così come ha sempre detto di no a chi lo voleva proporre per le varie onorificenze. Per lui ciò che contava era il lavoro e l’azienda a cui si è sempre dedicato anima e corpo e la beneficenza che faceva senza dire nulla a nessuno, con l’umiltà e la riservatezza che lo hanno contraddistinto.   

Articolo di Lunedì 22 Aprile 2019

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